Crisi Governo, Fico avvia il ‘mandato esplorativo’: tutti gli scenari possibili

Mandato esplorativo al presidente della Camera, che ora dovrà capire se si può formare un Governo con i gruppi a sostegno del Conte bis. E il gioco sta a guardare.
Scritto da Fm

Crisi Governo, Fico avvia il 'mandato esplorativo': tutti gli scenari possibili

Per conoscere gli esiti di questa crisi di Governo dovremo tutti attendere martedì 2 febbraio.
Questa la data ultima entro cui il presidente della Camera Roberto Fico, che ha ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella un “mandato esplorativo” per sondare la possibilità di dar vita ad una nuova maggioranza, dovrà riferire al Capo dello Stato.

L’incarico, come riferito dallo stesso Fico, è “volto a verificare la prospettiva di una maggioranza parlamentare a partire dai gruppi che sostenevano il precedente Governo. Nei prossimi giorni sarò impegnato nel confronto con gli esponenti di queste forze politiche. Il momento è molto delicato per il Paese, siamo chiamati ad affrontarlo con la massima responsabilità per dare risposte urgenti che i cittadini attendono”.

Un’urgenza sottolineata dallo stesso Mattarella al termine delle consultazioni, nel pomeriggio di ieri, 29 gennaio. “È doveroso verificare la praticabilità delle prospettive emerse dalle consultazioni. A questo scopo adotterò con immediatezza una iniziativa. Come è evidente le tre emergenze, sanitaria, sociale ed economica richiedono immediati provvedimenti di governo, è doveroso quindi dar vita presto a un Governo con un adeguato sostegno parlamentare per non lasciare il nostro Paese esposto agli eventi in un momento così decisivo per la sua sorte.
L’Italia, come tutti i Paesi di ogni parte del mondo sta affrontando nuove, pericolose offensive della pandemia, da sconfiggere con una diffusa, decisiva campagna di vaccinazioni. A questa emergenza si aggiungono una pesante crisi sociale, con tanti nostri concittadini in gravi difficoltà e pesanti conseguenze sulla nostra economia.
Queste ulteriori emergenze possono essere fronteggiate soltanto attraverso l’utilizzo, rapido ed efficace, delle grandi risorse, predisposte dall’Unione europea”.
 
GIOCO ALLA FINESTRA – In tutto questo, come da molto tempo a questa parte, il settore del gioco legale resta alla finestra, fermo come da Dpcm fino al 5 marzo. In un limbo interrotto solo dalle manifestazioni in corso o programmate da lavoratori e imprenditori del comparto (dal sit-in a oltranza nella piazza romana di Montecitorio organizzato dalle donne all’iniziativa promossa dai gestori  che si dovrebbe tenere a febbraio ancora nella Capitale e a Milano) e da qualche esternazione della politica. Come quella fatta dal governatore ligure Giovanni Toti, che in un intervento nella trasmissione Porta a Porta, su Rai Uno, ha chiesto “risposte serie” per il settore, chiuso da molti mesi. Appena un passaggio, che speriamo si possa tramutare in uno spunto da cogliere per il prossimo Governo, qualunque esso sia.
LE REAZIONI – Di fronte alla decisione del presidente della Repubblica, il tenore delle dichiarazioni della politica ovviamente non è stato uniforme. Dal Movimento 5 stelle, come era lecito aspettarsi, è arrivato un forte sostegno per il collega di partito. “Lavoreremo al fianco del presidente Fico a cui è stato affidato un compito cruciale in questo frangente. Concentriamoci sui temi che ci accomunano e tagliamo fuori tutti i temi divisivi”.
Positivo anche il commento del Partito democratico. “Sosteniamo con fiducia e lealtà lo sforzo che il presidente della Repubblica sta compiendo e le iniziative assunte per risolvere questa crisi che si conferma, così come avevamo paventato, grave ed ingiustificata”.
Matteo Renzi (Italia viva) non è da meno, e scrive sulla propria pagina Facebook: “La decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è una scelta saggia che Italia Viva onorerà lavorando sui contenuti: vaccini, scuola, lavoro e ovviamente Recovery Plan sono le priorità su cui il Paese si gioca il futuro. Diciamo no alla caccia al parlamentare, diciamo sì alle idee e ai contenuti. No al populismo, sì alla politica”.
A manifestare una piena disponibilità al confronto è Liberi e uguali, con i capigruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro. “La scelta del presidente della Repubblica Mattarella di dare un mandato esplorativo al Presidente della Camera Fico è ineccepibile sotto il profilo costituzionale. Piena disponibilità per verificare le condizioni per dare una soluzione veloce ed efficace alla crisi di governo, nel solco del grande lavoro realizzato dal Governo Conte dal 2019”.
Negativa, invece, la posizione del centrodestra, che si è presentato unito alle consultazioni e altrettanto negli statement che ne sono seguiti. “Abbiamo confermato al Capo dello Stato la richiesta di scioglimento Camere e ricorse a elezioni, così sia offerto agli italiani la possibilità di dare vita ad un Governo coeso e forte”.
GLI SCENARI – A questo punto, le prospettive che si presentano all’orizzonte sono diverse.
Innanzitutto, una riconferma del premier uscente – con un Conte ter – sostenuto dai “responsabili”, o “costruttori”, che dir si vogliano, ancora da reclutare. Un’ipotesi abbastanza complicata da realizzare, almeno al momento, visto che per raggiungere la maggioranza di 161 al Senato, servirebbero – senza i tre senatori a vita – almeno altri 7 voti.
Un’altra possibilità sul piatto sarebbe l’allargamento della maggioranza attuale ((M5s, Pd, Leu) con il “rientro” di Italia viva, e con il sostegno di qualche altro “volenteroso”, e con un premier da scegliere: lo stesso Conte, forse, ma a questo Renzi non sembra molto propenso, oppure una new entry fra Marta Cartabia, ex presidente della Corte Costituzionale, Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina, o il ritorno di Paolo Gentiloni o di Luigi Di Maio (già vice di Conte nel 2018, in coppia con Salvini).
Altra formula allo studio è il Governo Ursula, che dovrebbe modellarsi sulla maggioranza che nell’Unione europea sostiene la Commissione di Ursula Von der Leyen, quindi con i voti di Forza Italia (54 senatori e 91 deputati), portando la maggioranza a quota 228 al Senato e 442 alla Camera. Maggioranza che potrebbe essere ulteriormente rafforzata dai voti di +Europa-Azione, Cambiamo Idea e Udc, che insieme potrebbero portare altri 8 senatori e 15 deputati.
Infine, fra gli scenari possibili anche l’avvento di un Governo di unità nazionale, caldeggiato da Renzi e Berlusconi, oppure l’indizione di nuove elezioni, cosa che non converrebbe a molti dei parlamentari di oggi – visto che con il taglio molti perderebbero il seggio che attualmente occupano. Senza dimenticare che da luglio sarà impossibile sciogliere le Camere, poichè avrà inizio il semestre bianco, i sei mesi che precedono l’elezione del nuovo Capo dello Stato.