Crisi Governo, Fico avvia il ‘mandato esplorativo’: tutti gli scenari possibili
Per conoscere gli esiti di questa crisi di Governo dovremo tutti attendere martedì 2 febbraio.
Questa la data ultima entro cui il presidente della Camera Roberto Fico, che ha ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella un “mandato esplorativo” per sondare la possibilità di dar vita ad una nuova maggioranza, dovrà riferire al Capo dello Stato.
L’incarico, come riferito dallo stesso Fico, è “volto a verificare la prospettiva di una maggioranza parlamentare a partire dai gruppi che sostenevano il precedente Governo. Nei prossimi giorni sarò impegnato nel confronto con gli esponenti di queste forze politiche. Il momento è molto delicato per il Paese, siamo chiamati ad affrontarlo con la massima responsabilità per dare risposte urgenti che i cittadini attendono”.
L’Italia, come tutti i Paesi di ogni parte del mondo sta affrontando nuove, pericolose offensive della pandemia, da sconfiggere con una diffusa, decisiva campagna di vaccinazioni. A questa emergenza si aggiungono una pesante crisi sociale, con tanti nostri concittadini in gravi difficoltà e pesanti conseguenze sulla nostra economia.
Queste ulteriori emergenze possono essere fronteggiate soltanto attraverso l’utilizzo, rapido ed efficace, delle grandi risorse, predisposte dall’Unione europea”.
Positivo anche il commento del Partito democratico. “Sosteniamo con fiducia e lealtà lo sforzo che il presidente della Repubblica sta compiendo e le iniziative assunte per risolvere questa crisi che si conferma, così come avevamo paventato, grave ed ingiustificata”.
Matteo Renzi (Italia viva) non è da meno, e scrive sulla propria pagina Facebook: “La decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella è una scelta saggia che Italia Viva onorerà lavorando sui contenuti: vaccini, scuola, lavoro e ovviamente Recovery Plan sono le priorità su cui il Paese si gioca il futuro. Diciamo no alla caccia al parlamentare, diciamo sì alle idee e ai contenuti. No al populismo, sì alla politica”.
A manifestare una piena disponibilità al confronto è Liberi e uguali, con i capigruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro. “La scelta del presidente della Repubblica Mattarella di dare un mandato esplorativo al Presidente della Camera Fico è ineccepibile sotto il profilo costituzionale. Piena disponibilità per verificare le condizioni per dare una soluzione veloce ed efficace alla crisi di governo, nel solco del grande lavoro realizzato dal Governo Conte dal 2019”.
Negativa, invece, la posizione del centrodestra, che si è presentato unito alle consultazioni e altrettanto negli statement che ne sono seguiti. “Abbiamo confermato al Capo dello Stato la richiesta di scioglimento Camere e ricorse a elezioni, così sia offerto agli italiani la possibilità di dare vita ad un Governo coeso e forte”.
Innanzitutto, una riconferma del premier uscente – con un Conte ter – sostenuto dai “responsabili”, o “costruttori”, che dir si vogliano, ancora da reclutare. Un’ipotesi abbastanza complicata da realizzare, almeno al momento, visto che per raggiungere la maggioranza di 161 al Senato, servirebbero – senza i tre senatori a vita – almeno altri 7 voti.
Un’altra possibilità sul piatto sarebbe l’allargamento della maggioranza attuale ((M5s, Pd, Leu) con il “rientro” di Italia viva, e con il sostegno di qualche altro “volenteroso”, e con un premier da scegliere: lo stesso Conte, forse, ma a questo Renzi non sembra molto propenso, oppure una new entry fra Marta Cartabia, ex presidente della Corte Costituzionale, Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina, o il ritorno di Paolo Gentiloni o di Luigi Di Maio (già vice di Conte nel 2018, in coppia con Salvini).
Altra formula allo studio è il Governo Ursula, che dovrebbe modellarsi sulla maggioranza che nell’Unione europea sostiene la Commissione di Ursula Von der Leyen, quindi con i voti di Forza Italia (54 senatori e 91 deputati), portando la maggioranza a quota 228 al Senato e 442 alla Camera. Maggioranza che potrebbe essere ulteriormente rafforzata dai voti di +Europa-Azione, Cambiamo Idea e Udc, che insieme potrebbero portare altri 8 senatori e 15 deputati.
Infine, fra gli scenari possibili anche l’avvento di un Governo di unità nazionale, caldeggiato da Renzi e Berlusconi, oppure l’indizione di nuove elezioni, cosa che non converrebbe a molti dei parlamentari di oggi – visto che con il taglio molti perderebbero il seggio che attualmente occupano. Senza dimenticare che da luglio sarà impossibile sciogliere le Camere, poichè avrà inizio il semestre bianco, i sei mesi che precedono l’elezione del nuovo Capo dello Stato.