Iss: ‘Gioco, in calo durante lockdown ma impennata con allentamento restrizioni’

L'Istituto superiore di sanità pubblica studio sulle abitudini di gioco degli italiani durante e dopo i lockdown, dati contrastanti sull'andamento dell'online mentre il terrestre (ovviamente) è quasi a zero.
Scritto da Redazione

Iss: 'Gioco, in calo durante lockdown ma impennata con allentamento restrizioni'

Quanto si è giocato in questo ultimo anno?
A tentare di offrire una risposta a questa domanda è l’Istituto superiore di Sanità, che ha appena pubblicato i risultati di uno studio, condotto in collaborazione con l’Istituto Mario Negri, l’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro), l’Università degli studi di Pavia e l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano sulle abitudini degli italiani a tal proposito.

Stando alle considerazioni degli scienziati, che hanno interpellato un –  imprecisato – campione della popolazione di età compresa tra 18 e 74 anni, è “diminuito notevolmente il gioco d’azzardo, sia terrestre che online, durante il lockdown grazie alle restrizioni per la pandemia Covid-19, ma si è assistito a un picco appena dopo l’allentamento delle norme, soprattutto del gioco online. È inoltre aumentato di quasi un’ora il tempo trascorso a giocare e una piccola percentuale ha addirittura iniziato a giocare proprio durante il lockdown”.

Evidenze abbastanza evidenti, verrebbe da dire (ci si perdonerà il gioco di parole), tenendo appunto in conto le chiusure delle attività di gioco legale terrestri imposte dai vari Dpcm, e in parte smentite da altri studi, che hanno invece sottolineato un fisiologico aumento del gioco a distanza proprio durante i lockdown, praticamente in ogni parte del mondo.
Senza considerare i casi di cronaca che hanno documentato, in questi ultimi 11 mesi, un aumento degli episodi di gioco illegale, in sale aperte nonostante i divieti o “trasferite” dentro le abitazioni, o sui siti dot.com.
I dati raccolti riguardano le abitudini di gioco nel periodo di lockdown (27 aprile – 3 maggio 2020) confrontati con le abitudini precedenti la pandemia e con una successiva fase di restrizioni parziali (27 novembre – 20 dicembre 2020). Vediamoli nel dettaglio.
La pratica del gioco d’azzardo dal 16,3 percento del periodo prepandemico è scesa durante il periodo di lockdown al 9,7 percento per poi risalire al 18 percento nel periodo di restrizioni parziali.
Il gioco d’azzardo terrestre è diminuito dal 9,9 percento del periodo precedente la pandemia al 2,4 percento del periodo di lockdown, per poi risalire al 8 percento nel periodo di restrizioni parziali. Il gioco online invece passa dal 10 percento del periodo precedente la pandemia all’8 percento nel lockdown, per salire al 13 percento nel periodo di restrizioni parziali“, si legge nella nota stampa divulgata dall’Iss.
Durante il lockdown, “tra i giocatori il tempo mediano dedicato al gioco è aumentato di quasi un’ora. Inoltre, l’1,1 percento di coloro che hanno dichiarato di non aver giocato prima della pandemia ha dichiarato di aver iniziato a giocare proprio nel periodo di totale restrizione, mentre il 19,7 percento di coloro che già giocavano ha incrementato l’attività totale di gioco e questo è accaduto più frequentemente ai giovani, ai fumatori, ai consumatori di cannabis e a coloro che avevano un consumo rischioso di alcolici. Anche l’uso di psicofarmaci, la bassa qualità della vita, la scarsa quantità di sonno, la depressione e l’ansia risultano significativamente correlati ad un aumento dell’attività di gioco durante il lockdown”, rimarca l’Istituto.
 
Guardando ai “giochi preferiti dagli italiani“, per lo studio tutte le rilevazioni confermano la predilezione per il gratta e vinci per il gioco terrestre e, per il gioco online, le scommesse sportive, il gratta e vinci e le slot machines.
 
L’indagine ha preso in considerazione anche “la pratica dei videogiochi gratuiti nei quali, da un sito o un’applicazione su computer, dispositivi mobili, tablet o social network, è possibile pagare per avanzare nel gioco (esempio: CandyCrush, Brawl Stars, Clash Royale, Fortnite, ecc.). Nelle ultime quattro settimane dalla rilevazione, il 33 percento del campione ha dichiarato di aver praticato questi giochi”.
 
A commentare tutti questi dati è Roberta Pacifici, direttore del Centro nazionale Dipendenze e doping.
“Con l’allentamento delle restrizioni – evidenzia – si è assistito ad un nuovo incremento della popolazione che pratica gioco d’azzardo, fino a superare, nel caso dei giocatori d’azzardo online, la percentuale precedente la pandemia. La forte relazione trovata tra situazioni di disagio emotivo e comportamenti di dipendenza richiede politiche urgenti per impedire che le popolazioni vulnerabili aumentino e sviluppino una grave dipendenza dal gioco”.
 
Ancora più pericolosa, ci sentiamo di aggiungere, ora l’unica offerta terrestre disponibile (a parte qualche piccola eccezione, come le lotterie) è quella illegale.