Nonostante l'ingresso del Piemonte in 'zona rossa', resta confermata la manifestazione dei lavoratori del gioco legale del 18 marzo a Torino. Necessaria un'autocertificazione.
Scritto da Redazione
Piemonte in zona rossa, confermato sit-in dei lavoratori del gioco
“Questa è l’ultima chiamata per il gioco legale in Piemonte.Sarà un grande evento solo se voi ci date una mano con la vostra partecipazione in piazza.
Il lavoro è un diritto e la politica non lo può negare”.
“No alle leggi retroattive”.
Sono alcuni dei messaggi lanciati degli operatori del gioco del Piemonte, in vista della manifestazione in programma a Torino il 18 marzo, che resta confermata nonostante il nuovo decreto legge contenente le nuove e ulteriori misure di contenimento del virus, ad appena sei giorni dall’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm.
Il decreto arriva in concomitanza con il cambio di colore del Piemonte, che dal 15 marzo passerà in “zona rossa”, come sancito anche dalle ordinanze del governatore regionale Alberto Cirio, ma, nonostante questo doppio provvedimento sarà comunque possibile scendere in piazza nel rispetto delle legge, ovviamente seguendo le normative per il distanziamento sociale.
Seguendo quanto è previsto dalle Faq sull’ultimo Dpcm, infatti, in zona rossa, “lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica e a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento”.
Restano possibili gli spostamenti “per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma)”.
Come confermato da una circolare inviata dal ministero dell’Interno a prefetti e commissari, “qualora svolgimento di tali manifestazioni preveda la concentrazione dei partecipanti in un’unica sede, come ad esempio per le manifestazioni a carattere nazionale di solito indette nella Capitale, è consentito anche lo spostamento da e verso zone con più elevato livello di rischio, fermo restando il ricorso all’autodichiarazione“.