Legge gioco Piemonte, As.tro e Sapar: ‘Consiglio dia risposte ai lavoratori’

I rappresentanti di As.tro e Sapar commentano gli esiti della manifestazione dei lavoratori del gioco del Piemonte e chiedono risposte da 'tutto' il consiglio regionale.
Scritto da Francesca Mancosu

Legge gioco Piemonte, As.tro e Sapar: 'Consiglio dia risposte ai lavoratori'

“È stata una manifestazione molto partecipata, avevo fatto fare 1050 pettorine, sono andate via tutte. Sono stati tutti molti composti, abbiamo ben figurato davanti alle istituzioni, c’erano diversi consiglieri e assessori in piazza. Siamo stati ricevuti in Regione ed abbiamo fatto presente le nostre problematiche; da parte loro hanno recepito le noste istanze, ed hanno assicurato che faranno di tutto per modificare questa legge, o farne una nuova, e in tutti casi togliere la retroattività di quella attuale. Il problema sono i tempi: stanno lavorando alla legge di Bilancio, e dovrebbero finire entro la Pasqua, se così sarà hanno davanti 45 giorni in cui potrebbero riuscire nel loro intento”.

Queste le parole con cui Mario Negro, presidente onorario dell’associazione As.tro, racconta a GiocoNews gli esiti della manifestazione dei lavoratori del gioco legale piemontesi tenutasi oggi, 18 marzo, in piazza Castello a Torino, che lo ha visto confrontarsi in prima persona con alcuni rappresentanti della Giunta e del Consiglio.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Alessia Milesi, delegata dell’associazione Sapar per il Piemonte, anche lei ricevuta dai politici piemontesi. “Ci siamo confrontati con il capogruppo della Lega Alberto Preioni e il consigliere Claudio Leone, firmatario della Pdl di modifica, il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Bongiovanni, l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano (Forza Italia) e l’assessore al Commercio Vittoria Poggio (Lega). Hanno preso atto delle nostre istanze e anche dell’appoggio delle tre sigle Cgil, Cisl e Uil, hanno ben compreso il dramma dei lavoratori del comparto e dell’urgenza di mettere mano alla retroattività della legge per via della imminente scadenza di maggio che calerebbe come una mannaia sulle ultime imprese e sugli ultimi lavoratori rimasti in piedi. Adesso la palla passa a tutto il consiglio regionale e da loro al completo ci si aspetta una risposta rispettosa di un comparto importante che è presidio della legalità sul territorio”.
 
A latere della manifestazione poi abbiamo chiesto un commento a Massimiliano Pucci, presidente dell’associazione As.tro. “È la quarta piazza che facciamo in Piemonte, in tre anni di ‘lockdown’ regionale. La maggioranza del consiglio regionale è convinta che la legge vada cambiata e speriamo che lo faccia al più presto. Le promesse non bastano più, ogni giorno si perdono posti di lavoro ed ogni giorno il gioco illegale guadagna terreno. Il tempo ormai è diventato essenziale, molte aziende hanno già chiuso e non riapriranno più, è il momento di dargli risposte”.
GLI EFFETTI DEL DISTANZIOMETRO, DATI E PROSPETTIVE – I lavoratori hanno consegnato nelle mani dei rappresentanti del consiglio regionale del Piemonte un documento, per fare il punto delle conseguenze della normativa vigente, di cui pubblichiamo il testo integrale.
Rischio occupazione – Si stima che per effetto della legge regionale 9/2016 sono già stati persi 1.700 posti lavoro e che, esauriti i suoi effetti, i posti persi saranno circa 5.000.
Spostamento della domanda verso l’offerta illegale – I soggetti verbalizzati per violazione delle normative che disciplinano l’offerta di gioco sono passati dai 284 del 2016 a 799 nel 2019.
L’imposta evasa recuperata è passata da 477 mila euro del 2016 a oltre 4,5 milioni di euro nel 2018.
Il direttore della Agenzia delle dogane e dei monopoli, dottor Marcello Minenna, ha di recente lanciato un allarme, su scala nazionale, dinanzi alla commissione parlamentare Antimafia.
Riferendosi all’anno 2020 (nel corso del quale le attività di gioco mediante apparecchi e la raccolta delle scommesse sono rimaste chiuse, a livello nazionale, per circa nove mesi) ha infatti dichiarato che “il volume di gioco illegale ha superato i 20 miliardi di euro. Una cifra colossale che di colpo fa indietreggiare l’Italia a 20 anni fa”.
Nessun effetto nella lotta alla ludopatia – La relazione valutativa presentata dalla Regione nel gennaio 2021 evidenzia una lieve decrescita dei pazienti in cura presso i Serd che non può essere ricondotta alla legge 9/2016 perché tale tendenza si è evidenziata già a partire dal 2015 (quando ancora non esisteva la legge) e non ha subito accelerazioni per effetto dell’entrata in vigore della legge.
La media dei pazienti in cura nel periodo 2012-2019, pari a 1.225 unità, se rapportata alla popolazione maggiorenne del Piemonte (3 milioni 671mila unità – dati Istat gennaio 2020), rappresenta una percentuale dello 0,03 percento.
La raccolta di gioco è cresciuta nonostante lo spegnimento degli apparecchi – I dati della Adm relativi al periodo 2016-2019 (lo stesso periodo preso in esame dalla Regione nella relazione valutativa) evidenziano un aumento della raccolta complessiva di gioco pari a 421milioni di
euro.
Alla luce di queste evidenze chiediamo a gran voce che il consiglio regionale prenda atto del fallimento di una norma il cui unico effetto evidente è quello di creare disoccupazione mediante lo smantellamento di un intero comparto economico legale all’interno della regione.
Una classe politica che si rispetti non dovrebbe perdere neanche un solo giorno per provvedere a eliminare l’efficacia retroattiva del distanziometro e per dare invece concreta attuazione a quella parte della legge 9/2016 dedicata agli interventi educativi e di prevenzione sociale, rimasti completamente inattuati”.