Ipsos: ‘Covid, poca percezione di crisi per giochi e benzinai’

Il Rapporto Ipsos sulla percezione dei danni derivanti dalla pandemia rivela come quelli per i giochi non siano molto compresi dagli italiani.
Scritto da Amr

Ipsos: 'Covid, poca percezione di crisi per giochi e benzinai'

Secondo il Rapporto Ipsos “Percezione del danno generato dalla pandemia per i settori dimenticati – Il punto di vista della popolazione italiana”, presentato nel corso del webinar dal titolo “Oltre le chiusure. La sfida della competitività e l’Italia che riparte” organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com), l’1 percento degli intervistati ritiene che il settore più colpito dalla crisi e più trascurato sia stato quello dei giochi, a fronte di un 53 percento che ha indicato la ristorazione, il 42 percento il turismo, il 25 percento la cultura e il 24 lo sport (palestre, piscine, impianti).

La ricerca, come illustrato da Andrea Alemanno dell’Ipsos, si è anche concentrata sulla percezione dei cittadini sull’importanza di dedicare adeguata attenzione ai settori produttivi: il 20 percento degli intervistati ritiene “molto importante” riservarla a ricevitorie, scommesse e giochi in denaro, il 35 percento “importante”, il 31 percento “poco importante” e il 14 percento “per nulla importante”. Per avere qualche termine di confronto con altri settori, il 56 percento degli intervistati ritiene “molto importante” occuparsi del settore del turismo stagionale, e il gioco è, tra i settori rilevati, quello per i quali gli intervistati hanno risposto “molto importante” in percentuale minore, di converso è quello che ha la più alta percentuale di “per nulla importante” (tornando sempre al settore del turismo stagionale, solo il 4 percento degli intervistati ritiene per nulla importante occuparsene).

Come spiega il ricercatore, anche dopo sollecito, “il settore del gioco e i benzinai” sono quelli dei quali si ignorano le difficoltà: per il 16 percento degli intervistati (e dietro sollecito) ricevitorie, scommesse e giochi in denaro sono “in grave difficoltà, dimenticati”, per il 23 percento “sono in difficoltà e gli aiuti non sufficienti”, per il 18 percento “sono adeguatamente sostenuti”, per il 37 percento “non sono in difficoltà” e per il 6 percento sono addirittura “avvantaggiati dalla situazione”.

La pandemia, conclude Alemanno, ha senza dubbio modificato le abitudini degli italiani, che da circa un anno si vedono impossibilitati a frequentare luoghi come ad esempio teatri, piscine, sale scommesse, e l’attesa è di un periodo ancora lungo di criticità.

LA METODOLOGIA – I dati sono stati raccolti alla fine del mese di febbraio su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 1.000 interviste, ed integrati con altri studi di Ipsos: multifinanziaria-Imprese, Imprese&Covid, l’Italia ai tempi del Covid19.