Mirabelli (Pd): ‘Trovare equilibrio tra riduzione gioco e interessi imprese’

Secondo il senatore Pd 'viviamo un paradosso: abbiamo ridotto l'offerta da gioco continuando ad aumentare la tassazione che grava sul settore'.
Scritto da Daniele Duso

Mirabelli (Pd): 'Trovare equilibrio tra riduzione gioco e interessi imprese'

Bisogna ripartire da quella intesa tra Regioni e Governo che nella scorsa legislatura doveva portare a una legge di riordino del gioco”. Ne è sicuro Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd al Senato, intervenuto su Radio Imagina nella trasmissione “Ludopatia non è un gioco”, che ha cercato di rispondere alla domanda “come trovare il giusto compromesso tra libertà di impresa, gioco legale e salvaguardia dei fragili?”

Precisa la risposta di Mirabelli: “Bisogna ripartire dall’intesa tra Regioni e Governo, da una legge di riordino che avevamo abbozzato nella scorsa legislatura e che abbiamo ripresentato in questa con gli stessi principi, frutto di un lavoro molto serio fatto anche da sottosegretario Baretta, con una interlocuzione con tutti i settori del mondo del gioco. Occorre ripartire dalle regole“.

TUTELARE LE PERSONE – In particolare, secondo Mirabelli, “bisogna ridurre domanda è offerta. Avevamo cominciato a farlo riducendo il numero delle slot machine, volevamo farlo ancora con il governo precedente ma non ci siamo riusciti. È un problema di regole, noi dobbiamo fare in modo che le persone che vanno a giocare siano tutelate, per questo bisogna avere delle regole che impediscano di giocare troppi soldi, che impediscano ai ludopatici di giocare, che impediscano tutti quei giochi che hanno tempi di gioco e portano a reazioni tali da portare le persone rovinarsi, tutte cose che sono già contenute nell’ipotesi di legge di riordino”.

LO STATO ABBASSI LE PRETESE – Alla base, secondo Mirabelli, “c’è un lavoro sociale da fare, anche proseguendo sulla strada dell’abolizione totale della pubblicità del gioco in televisione in radio. Abbiamo fatto passi avanti su questo ma ci sono ancora troppe occasioni per aggirare la norma e continuare a propagandare il gioco. Ora la delega al gioco d’azzardo è stato dato a Durigon, se sarà ancora lui Sottosegretario spero che questa sia la strada che prenderà. Di fronte c’è un settore industriale che è fatto da tante piccole imprese, del quale bisogna capire quali sono i contorni, e organizzarsi di conseguenza per ridurre l’offerta. Ma è chiaro che questo vuol dire però anche che lo Stato non potrà più pensare di incassare 8 miliardi all’anno dal gioco d’azzardo”.

IL PARADOSSO – “Abbiamo cominciato a provare a ridurre l’offerta di gioco vivendo un paradosso – spiega Mirabelli -. Abbiamo ridotto le macchine da gioco, abbiamo imposto regole innovative, a partire dal l’identificazione delle persone che giocano, ma contemporaneamente abbiamo continuato ad aumentare la tassazione proveniente dal settore del gioco d’azzardo che lo Stato ha messo a bilancio. Siamo un paese che spende tantissimo nel gioco, ma anche un paese in cui gli operatori del gioco dovendo pagare tantissime tasse non guadagnano tanto, è evidente che dobbiamo trovare un equilibrio, un modo che consenta a chi lavora onestamente di lavorare. Nel Recovery questo ragionamento ci può stare perché io spero che nei prossimi anni si possa rinunciare almeno una parte significativa di quegli 8 miliardi di entrate gioco d’azzardo che ancora oggi sono dal bilancio dello Stato”.