Casinò Campione e pagamenti: ex dipendenti inviano diffide

Partono le diffide per i mancati pagamenti degli ex dipendenti del Casinò di Campione, non rispettate le scadenze previste dall'accordo di conciliazione.
Scritto da Redazione

Il Casinò di Campione, non senza inciampi, prosegue il suo “nuovo corso”, ma continua a fare i conti con il suo passato.
In questi giorni infatti la casa da gioco dell’enclave italiana in terra svizzera sta ricevendo alcune diffide inviate da ex dipendenti, decisi a riavere le somme spettanti dalla gestione precedente.

In una lettera che GiocoNews ha potuto visionare, un legale ricorda che il suo assistito nel 2021 ha sottoscritto “l’accordo di conciliazione recante le sigla ‘Idadi – Impugnante disponibile all’assunzione e disponibile all’indennità” e che la società si impegnava, “nel caso in cul medesimo non fosse stato riassunto, come di fatto avvenuto, al pagamento, in suo favore, di tutti i crediti privilegiati dallo stesso maturati relativamente al prepresso rapporto di lavoro (già dichiarati alla procedura concordataria ed all’epoca ammessi al passivo del fallimento) nonché versamento di un indennizzo per illegittimo licenziamento pari a sel mensità della suo ultime retribuzione globale di fatto”.

Con lo stesso accordo, rammenta ancora l’avvocato per conto del proprio assistito, “all’art. 3-lett. C, la società si obbligava alla corresponsione di tale somma in forma dilazionata, con cadenza trimestrale, in un arco temporale massimo di 36 mesi dalla riapertura della casa da gioco.
Il Casinò riapriva lo scorso 26 gennaio, pertanto, in forza di tale accordo la prima rata di pagamento del crediti maturati dal mio mandante scadeva lo scorso 26 aprile.
Tuttavia, ad oggi, il mio assistito lamenta di non aver ancora ricevuto alcun versamento da parte della società, in spregio al suddetti accordi intercorsi, pur essendosi peraltro già attivato per farvi avere, tramite sindacato, la documentazione richiesta con vostra comunicazione ai fini della liquidazione del proprio credito”.
 
La lettera quindi invita la società a provvedere subito, non oltre 10 giorni dal ricevimento, al versamento della prima rata già scaduta il 26 aprile, in adempimento dell’accordo con l’ex dipendente, maggiorata a titolo di rimborso delle spese legali, “nonché a voler rispettare termini di pagamento delle future rate trimestrali in scadenza. Con espressa riserva di ogni verifica circa la correttezza degli importi che verranno corrisposti”.
Il legale quindi preannuncia che “in difetto di tempestivo e puntuale adempimento degli impegni tutti assunti dalla società con l’accordo siglato in sede sindacale, si vedrà costretto, suo malgrado, ad agire in tutte le sedi competenti per tutelare diritti ed interessi del suo assistito, con ulteriori aggravi di spesa” a esclusivo carico della società.