Entrate erariali 2021, Mef: ‘Nei primi sei mesi gioco a + 17,5% sul 2020’
Le entrate erariali derivanti dai giochi continuano a salire.
Il dato, atteso in virtù della riapertura delle attività terrestri dopo i tanti mesi di chiusura per il contenimento del Covid, arriva dal bollettino del ministero dell’Economia e delle finanze relativo al periodo compreso fra gennaio e giugno 2021: 5.278 milioni di euro, con 787 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2020, quando il comparto era alle prese con il primo lockdown, con una crescita pari al 17,5 percento.
Nel complesso, nei primi sei mesi dell’anno le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 213.379 milioni di euro, segnando un incremento di 27.075 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+14,5 percento).
Il gettito dell’Irpef si è attestato a 95.589 milioni di euro, con una crescita di 7.145 milioni di euro (+8,1 percento), riconducibile anche all’andamento delle ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+823 milioni di euro, +2 percento) e delle ritenute dei lavoratori autonomi (+755 milioni di euro, +14,4 percento). Hanno registrato un andamento positivo anche le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (+4.283 milioni di euro, +11,1 percento), il cui gettito ha beneficiato della proroga disposta dal “Decreto Ristori” a favore dei sostituti d’imposta che, a decorrere dal mese di marzo 2021, hanno provveduto al versamento delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e su indennità di cessazione del rapporto di collaborazione a progetto corrisposti negli ultimi tre mesi del 2020.
Tra le altre imposte dirette si segnalano gli incrementi dell’imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (+660 milioni di euro, +13,8 percento) e delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+421 milioni di euro, +63,6 percento).
L’Ires registra un gettito pari a 8.242 milioni di euro (+3,6 percento).
Tra le altre imposte indirette, hanno registrato un andamento negativo le entrate dell’imposta sulle assicurazioni (-81 milioni di euro, -17,1 percento) e quelle dell’imposta di bollo (-20 milioni di euro, -0,6 percento). L’imposta di registro ha evidenziato una crescita di 871 milioni di euro (+49,7 percento).