Casinò Campione, la società: ‘Forte impatto di contributo a Comune’

Nel ricorso per l'ammissione alla procedura concordataria, i legali del Casinò Campione evidenziano le cause che hanno portato alla crisi.
Scritto da Anna Maria Rengo

Casinò Campione, la società: 'Forte impatto di contributo a Comune'

La crisi del Casinò Campione d’Italia non nasce da un giorno all’altro, ma ha radici profonde e cause ben identificabili. Le elencano i legali della società di gestione, nel ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo con continuitùà aziendale diretta, presentato al tribunale di Como e accolto.

Nel fornire una breve sintesi, i legali evidenziano che “la gestione e le performance economiche della Casa da gioco, anche a partire dagli esercizi successivi al 2007, hanno risentito di talune condizioni sfavorevoli che hanno contribuito allo stato di crisi del Casinò”.

Tra i principali fattori “per i quali si è reso necessario il ricorso ad uno strumento della composizione della crisi”, c’è “una gestione mirata a interessi più improntati al perseguimento di vantaggi diretti alla collettività di Campione piuttosto che un’effettiva massimizzazione dei profitti tesa al raggiungimento delle necessarie marginalità idonee ad assicurare il naturale equilibrio economico della Casa da gioco”, ma anche “assetti organizzativi inefficaci a mantenere distinte le posizioni dell’azionista e l’organo amministrativo della società”.

E ancora, “rigidità gestionali registratesi nel corso degli esercizi precedenti dovute, inter alia, anche alla contribuzione in favore del Comune che, ai sensi della convenzione stipulata, risultava essere slegata dagli effettivi risultati economici della Casa di gioco”.

IL CONTRIBUTO AL COMUNE – I legali evidenziano come “nel 2013 il contributo è stato pari a 34 milioni di euro, pari al 193 percento dell’Ebitda. Il conto economico ha chiuso con una perdita di 23 mln euro.
Nel 2014 il contributo è stato pari a 34 mln euro, pari al 192 percento dell’Ebitda. Il conto economico ha chiuso con una perdita di 29 mln euro. Nel 2015 contributo è stato pari 24 mln euro, pari al 144 percento dell’Ebitda dell’esercizio. Il conto economico ha chiuso con una perdita di 33 mln euro. Nel 2016 il contributo è stato pari a 3 mln euro, pari al 26 percento dell’Ebitda dell’esercizio. Il conto economico ha chiuso con una perdita di 4 mln euro. Nel 2017 il contributo è stato pari a 10 mln euro, pari all’82 percento dell’Ebitda dell’esercizio. Il conto economico (preconsuntivo non approvato) ha chiuso con una perdita di 20 mln euro.
Nel periodo 2013-2017 a fronte di un Ebitda complessivo di 77 mln euro, il contributo al Comune è stato pari a complessivi 105 mln euro, per una differenza negativa di 26 mln euro”.

Dai numeri sopra riportati “appare del tutto evidente come l’impatto del contributo al Comune di Campione sia stato uno dei fattori determinanti nel causare lo squilibrio economico e finanziario della Società“.

I legali aggiungono poi l’aumento del debito nei confronti della Banca Popolare di Sondrio che, al 31.12.2017 era pari a 34,5 mln euro; un aumento progressivo, a partire dall’esercizio 2014, del costo del lavoro arrivato a superare il 50 percento dei ricavi totali dovuto ad un surplus di organico. “Pertanto, nonostante sia stata posta in essere una costante e progressiva riduzione del personale del Casinò, nel periodo tra gli esercizi 2013 e 2017, la Società non è stata in grado di capitalizzare alcun risparmio”.