Il Casinò Campione d'Italia riaprirà entro la fine dell'anno, sei sindacati fanno il punto sul futuro della Casa da gioco e lanciano le loro proposte per il rilancio.
Scritto da Anna Maria Rengo
Casinò Campione verso la rinascita, la parola ai sindacati
L’ammissione del concordato in continuità della società di gestione del Casinò Campione d’Italia spiana la strada alla riapertura della sede, chiusa dal 27 luglio del 2018. Lo farà, nelle attese anche dei giudici di Como e come auspicato dal sindaco della cittadina, Roberto Canesi, entro la fine dell’anno, e con una dotazione organica iniziale di 174 dipendenti.
Un sospiro di sollievo per l’intera comunità campionese, duramente provata dal venire meno del principale motore economico, occupazionale e turistico, e tante speranze per un futuro che presenta ancora criticità e incertezze, ma che sembra finalmente delinearsi. A fare il punto, i rappresentanti dei sei sindacati in prima linea nell’affrontare le complesse e delicate vicende della Casa da gioco.
AGNUSDEI (SLC-CGIL): “LAVORARE SU DIVERSIFICAZIONE” – “Siamo sempre stati convinti che per la pecularietà del territorio campionese, il Casinò fosse nei fatti, l’unica realtà in grado di sostenere l’economia del luogo. Gli effetti devastanti sulla popolazione derivati dalla sua chiusura hanno dimostrato quanto il sostentamento di tutta la collettività fosse esclusivamente connessa con il Casinò. Si può o meno condividere, ritenerlo un bene o un male, ma questo è un dato incontrovertibile”.
Lo sottolinea Mimma Agnusdei, segretario generale dell’Slc-Cgil di Como, secondo la quale, tuttavia, “le possibilità di trovare altre aree di sviluppo economico ulteriori ci sono o potrebbero esserci, per esempio, investendo su iniziative artistiche e culturali. Il luogo ha una sua intrinseca bellezza, spetta anche alla volontà politica, io credo, e non mi riferisco solo a quella locale, il creare le basi di sviluppo per dare finalmente dignità ai campionesi”.
Per i lavoratori, prosegue, “credo che si prospetti loro un futuro comunque ancora difficile perché non tutti saranno riassunti, ma è indubbio che questo rappresenti in ogni caso un principio di ritorno verso una ripartenza”.
D’AQUARO (FISASCAT-CISL): “RISPETTARE I TEMPI FISSATI” – Secondo Giuseppe D’Aquaro, sindacalista della Fisascat-Cisl dei Laghi, “se c’è un Casinò che può farcela a riposizionarsi in un mercato stravolto dalla pandemia questo è certamente quello di Campione d’Italia. Il fascino è tanto, il contesto non replicabile e la voglia di ripartire e di rimettersi in gioco da parte di chi ci ha già lavorato sarà decisiva. Sarebbe errato aspettarsi fin da subito lo stesso movimento di qualche anno fa, ma di certo una volta messa in moto la macchina si potrà solo tornare a crescere, e a tornare a garantire l’occupazione che potenzialmente il Casinò potrà sempre esprimere”.
Per D’Aquaro “la priorità del Casinò di domani sarà quella di non ripetere gli errori che hanno creato danni enormi che ancora si stanno scontando. Sarà altresì necessario tenere sempre conto delle professionalità richieste, del contesto geografico e di settore del quale si sta discutendo, e soprattutto bisognerà prevedere un canale di precedenza per i troppi ex dipendenti che non troveranno spazio fin da subito. Le assunzioni future non potranno non partire da loro”.
FOGLIATA (UILCOM-UIL): “UN CONTRATTO COLLETTIVO PER DARE IDENTITÀ AL SETTORE” – Secondo Luca Fogliata, segretario della Uilcom-Uil di Como, per ripartire è fondamentale “avere un contratto collettivo, in quanto significa avere un’identità di settore. Ciò è emerso in particolar modo nel periodo pandemico, dove tutti quei settori caratterizzati dalla frammentarietà e dalla mancanza di unità hanno faticato a portare le proprie istanze e le proprie ragioni al Governo. Presentarsi come interlocutore unico e rappresentativo di una ben determinata categoria è quindi fondamentale, soprattutto quando si parla di Casinò. Le quattro Case da gioco italiane hanno infatti bisogno di rivendicare il proprio ruolo di operatori storici di un azzardo gestito in maniera trasparente, responsabile e sostenibile, con un’attenzione particolare ai territori in cui sono collocate”.
Per il segretario della Uilcom-Uil di Como, inoltre, “la gestione della Casa da gioco dovrà sempre mirare alla sostenibilità dell’attività, la proprietà dovrà saper massimizzare i benefici dovuti alla presenza sul territorio di una Casa da gioco, con tutto il potenziale che ne consegue anche in termini di turismo, non limitandosi a vedere nel Casinò un gigantesco bancomat da cui attingere per finanziare spese quantomeno discutibili. Non possiamo poi non sottolineare come qualcosa non abbia funzionato nel sistema dei controlli, sia sul fronte Casinò che su quello Comune: si sarebbe potuto e dovuto intervenire prima, evitando l’accumulo di una massa debitoria importante al punto da portare alla richiesta di fallimento”.
MARANGIO (UTL-UGL): “PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA GESTIONE” – “Ormai sono anni che la comunità di Campione attende una risoluzione della problematica Casinò. Sono stati anni difficili per i lavoratori, qualcuno è riuscito a reinventarsi, altri sono, purtroppo, rimasti in Naspi. Per tutti la riapertura è uno sblocco, finalmente, a una situazione di stallo ed è una rinascita lavorativa. Attendono sicuramente con gioia”, esordisce Domenico Marangio, segretario Utl-Ugl Como, per il quale sarebbe necessaria “una gestione partecipata, ovvero con una rappresentanza dei lavoratori al consiglio d’amministrazione, magari uno per ogni sigla sindacale che, possa dall’interno aiutare la gestione solo nella prospettiva del lavoro e dei lavoratori. Come Ugl, in questo senso, ci impegneremo con continuità per arrivare al ricollocamento di tutta la forza lavoro”.
TOINI (SNALC-CISAL): “GLI EX LAVORATORI CREDONO NELLA RIPARTENZA” – Ai fini dell’accoglimento del concordato, “il contributo dei lavoratori è risultato fondamentale in quanto i loro crediti sono privilegiati e rappresentano una parte consistente del totale. Ma principalmente, il fatto che circa l’80 percento abbia aderito alla proposta di concordato, dimostra ancora una volta che gli ex lavoratori del Casinò credono in questa azienda, nella sua ripartenza e nella concreta possibilità di una futura crescita”.
Lo evidenzia il segretario dello Snalc-Cisal Christian Toini, ricordando che “c’è la possibilità di aumentare l’organico nel prossimo futuro, senza dimenticare che già dalla partenza, diverse persone potranno essere ricollocate nei servizi che verranno appaltati”
Come consigliere comunale di Campione, Toini giudica “positivamente la strategia adottata visto che ha portato all’accettazione del piano da parte del tribunale e quindi all’avvio del processo di riapertura. Nel mio ruolo di consigliere ho sostenuto gli interventi proposti per risanare la società di gestione della Casa da gioco ponendomi in maniera costruttiva e portando la mia esperienza, anche consapevole delle dinamiche che avevano portato alla dichiarazione di fallimento. Riaprire in tempi brevi rappresenta il cardine per la ripresa del paese e soprattutto dei campionesi e delle loro famiglie”.
CASSANI (SNALS-CONFSAL): “LA SVOLTA PER NON VANIFICARE I SACRIFICI DEI LAVORATORI” – Per il segretario dello Snals-Confsal di Como, Angelo Cassani, “la possibilità di una riapertura entro la fine dell’anno rappresenta una svolta importante affinché non vengano vanificati, i sacrifici fatti dai lavoratori negli ultimi anni prima della chiusura e il senso di responsabilità nella sottoscrizione delle richieste conciliative fatte dalla società. È evidente che la speranza è quella di poter garantire con l’avvio della attività il rientro graduale di tutto il personale.
Credo che la riapertura non possa che passare attraverso la stesura di un nuovo contratto aziendale che deve necessariamente essere adattato alla nuova realtà che di fatto ha dettato le regole di assunzione e retribuzione”.
Per il futuro, Cassani ritiene che “i lavoratori abbiano come prima richiesta per società e Comune quella di riavere un posto di lavoro. La chiusura del Casinò ha rappresentato una paralisi della vita dell’intera comunità campionese che ancora oggi si interroga sulle responsabilità di quanto avvenuto”.
La serie di interviste è
un estratto dell’inchiesta pubblicata sulla rivista di luglio e agosto di Gioco News è consultabile gratuitamente anche online, a questo link.