Carabinieri: bische e apparecchi da gioco imposti, arresti a Napoli e in Calabria

In due distinte operazioni, i Carabinieri arrestano una serie di esponenti di clan camorristici e mafiosi coinvolte nella gestione di bische a Napoli e l'imposizione di apparecchi nelle sale in Calabria.
Scritto da Redazione

Carabinieri ancora in prima linea nel contrasto al gioco illegale, fra Campania e Calabria.

In particolare, il Nucleo investigativo di Napoli e della Compagnia Napoli Stella ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Dip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea, a carico di 16 persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e false fatturazioni per operazioni inesistenti, aggravati dalla finalità di agevolare il clan camorristico Contini. Secondo quanto emerso dalle indagini, si legge in una nota diramata dalle Fiamme oro, “il clan Contini controllerebbe in modo monopolistico il settore del gioco d'azzardo nei quartieri Vasto e Arenaccia a Napoli. Le indagini hanno inoltre fatto luce su condotte estorsive ai danni di debitori per ottenere la restituzione della somma capitale prestata e degli interessi pattuiti, così come il ricorso a società cosiddette cartiere che, destinate a giustificare operazioni inesistenti con l'emissione di fatture false, avrebbero ricevuto e ''ripulito'' il denaro di provenienza illecita, tra cui proprio quello originato dalle bische clandestine. Sono stati poi ricostruiti episodi di fittizia intestazione di beni, funzionali all'ipotizzata attività di riciclaggio ed all'elusione dei controlli antifrode. Il Gip inoltre ha disposto il sequestro preventivo, anche nella forma per equivalente, di quote societarie nella disponibilità degli indagati nonché di oltre 3 milioni di euro”.

 

In Calabria il Ros – Raggruppamento operativo speciale con il supporto in fase esecutiva dei Comandi provinciali Carabinieri di Crotone, Cosenza, Catanzaro, Potenza, Parma, Brescia, Milano e Mantova e dello Squadrone Eliportato Calabria – ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo, a carico di 43 indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso (22 indagati), associazione per delinquere (9 indagati), associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravata dalle finalità mafiose (3 indagati), turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, omicidio, trasferimento fraudolento di valori, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, turbata liberà degli incanti, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, scambio elettorale politico mafioso, truffa aggravata.

L’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, diretta dal procuratore Nicola Gratteri, ha registrato l’importante contributo, profuso in pregresse investigazioni, per il filone politico amministrativo, da parte del Centro operativo di Catanzaro della Direzione investigativa antimafia e da parte del Nucleo operativo ecologico di Catanzaro del Comando tutela dell’ambiente e della transizione ecologica dei Carabinieri e, per il filone relativo alla criminalità organizzata, da parte delle Squadre mobili di Crotone e Catanzaro.

“Sono stati raccolti indizi che hanno delineato, allo stato del procedimento, i molteplici interessi illeciti degli esponenti della citata locale nei settori immobiliare, della ristorazione, del commercio di prodotti ortofrutticoli e di bestiame, dei servizi di vigilanza – security e del gaming attraverso l’imposizione di video-poker alle sale scommesse e/o la loro gestione tramite prestanomi. Interessi che hanno travalicato i confini della Calabria, interessando le province di Parma, Milano e Verona ove erano stabilmente attivi sodali e imprenditori operanti nel settore dell’autotrasporto, della ristorazione e del movimento terra che operavano per conto della cosca dei 'Papaniciani'”, si legge in una nota dei Carabinieri.

“Si precisa che il procedimento è in fase di indagine e che gli indagati, attinti da misura cautelare e destinatari di informazioni di garanzia sono nelle condizioni di potere spiegare le proprie difese nel contraddittorio delle parti.”