C’era una volta il Casinò di Taormina, e potrebbe esserci ancora

Per l'esperto di case da gioco Mauro Natta, Taormina possiede tutti i numeri necessari e, forse, qualcosa in più, per ospitare un nuovo casinò.
Scritto da Mauro Natta

© Freysteinn G. Jonsson / Unsplash

La mia innata curiosità è ormai nota a quasi tutti e, aggiungendo che una ciliegia tira l’altra, eccomi a cercare notizie del casinò di Taormina.

In un mio precedente articolo avevo accennato ad un gioco nuovo conosciuto in concomitanza con l’Ice di Londra che aveva trovato la nascita proprio in quel meraviglioso sito siciliano che avevo visto tanti anni or sono per la prima volta.

Ed eccomi a smanettare sul computer in quanto ben poco rammento del fatto che mi occupa. Avevo appena mosso i primi passi nelle case da gioco, ero dal settembre 1959 a Saint Vincent, e non anteponevo la curiosità alla necessità e alla voglia di apprendere in che modo lavorare al meglio in quell’ambiente.

Non sono certamente qui per rinverdire la memoria di chi non c’era o non si ricorda ma soltanto per annunciare che a forza di cercare, sempre in internet – e ho impiegato tanto tempo ma non me ne lamento – posso affermare di aver trovato chi potrebbe essere proprietario del gioco di cui ho fatto cenno precedentemente.

Purtroppo, lo ripeto, la ricerca mi ha impegnato parecchio tempo, ma, alla fine, qualche risultato, pur se incompleto, penso di averlo trovato. 

Oggi è dato leggere che Taormina reclama il casinò. Ed allora ho dedicato qualche attenzione per constatare se esistono, a mio parere, le infrastrutture in grado di determinare le frequentazioni che motivano la presenza della casa da gioco: alberghi, ristoranti, esercizi commerciali dove la industria del lusso e, allo stesso modo, investitori internazionali del turismo d’élite, non possono mancare.

Questa mia ultima ricerca che, relativamente alla proprietà del nuovo gioco, ho quasi esaurito anche se la devo approfondire per trovare un recapito telefonico. Posso considerare soddisfacente l’esito e per quanto agli argomenti devo ammettere che di meglio non avrei potuto immaginare.

Considerando la posizione geografica e la rilevanza turistica ove sono in esercizio i casinò italiani e per quanto l’esperienza mi conforti, non mi è difficile pensare che Taormina possiede tutti i numeri necessari e, forse, qualcosa in più. Potevo evitare di esprimermi nella conclusione ma non ne ho potuto fare a meno; me ne potrei anche scusare, ma sono fatto così e a 83 anni compiuti non si cambia facilmente. Non ci provo nemmeno!

Leggevo, e mi pareva l’inizio di una favola, che c’era una volta il casinò di Taormina frequentato da star internazionali del calibro di Marlene Dietrich, Gregory Peck e, mi pare Cary Grant ed altri ancora. Nel volgere di un tempo brevissimo la casa da gioco aprì, operò e chiuse, forse, a causa di una intricata vicenda di ricorsi e contro ricorsi giuridici.

La Corte costituzionale si occupò della problematica; a quell’epoca, verso la fine degli anni ‘80 o i primi del ‘90, anch’io, dovendomi occupare della questione fiscale dei dipendenti tecnici delle case da gioco, cercavo spesso e volentieri questioni che riguardavano i casinò ed i croupier in particolare.

Ebbi occasione di leggere anche, mi pare di ricordare, che non spettava allo Stato annullare i provvedimenti regionali in materia di turismo, e che non spettava alla Regione emanare provvedimenti in materia di giochi d’azzardo in deroga a norme penali che li regolamentano. Un particolare interesse era ed è più che comprensibile.

Il casinò di Taormina fu istituito con delibera consiliare della Regione autonoma Sicilia nel marzo 1963 e fu inaugurato nella villa Mon Repos.

Nel 1964 o 1965 si aprì un procedimento nei confronti dell’esercente la casa da gioco per il reato penale di gioco d’azzardo, non rammento come finì il procedimento ma il casinò chiuse i battenti in via definitiva.

Ora il Comune di Taormina reclama il casinò ed è stato presentato, a quanto ho potuto leggere, in Parlamento un progetto di legge in proposito (firmato dal deputato del Gruppo misto Francesco Gallo, Ndr).