Rue gioco, Poso (Adm): ‘La prevenzione parte integrante della qualità dell’offerta di gioco’
Roma – "Le prerogative del gioco pubblico sono dare un'offerta di gioco basata su requisiti di qualità, e nella qualità ci sta anche la prevenzione e con questa ricerca è stato colto in pieno l’obiettivo."
Così Elisabetta Poso, direttrice dell'ufficio Apparecchi da intrattenimento dell'Agenza dogane e monopoli, nel suo intervento al convegno per la presentazione della seconda fase della ricerca sul Rue, il Registro unico degli esclusi, intitolare "Per il settore del gioco pubblico in Italia: l'autoesclusione nel gioco fisico", realizzata da l dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale e presentata nell'aula consiliare “Giorgio Fregosi” di Palazzo Valentini a Roma, oggi, 10 luglio 2024.
Poso sottolinea che "negli ultimi anni il piano di sviluppo che i concessionari di apparecchi realizzano annualmente secondo le indicazioni dell’Agenzia dogane e monopoli è stato destinato fondamentalmente alla ricerca e agli studi proprio sui temi della prevenzione dei disturbi da gioco d’azzardo e per la tutela della salute."
“Sono tanti gli aspetti apprezzabili in questa ricerca legati al prestigio e all’affidabilità del soggetto che ha fatto lo studio, sia anche la metodologia che parte dal customer journey, ovvero dal percorso del cliente."
Secondo la direttrice dell'ufficio Adi Adm, è "apprezzabile l’approccio multidisciplinare che coniuga aspetti medico sanitari e tecnologici per raggiungere un unico obiettivo.”
E chiude con due considerazioni sottolineando che "parliamo di una esclusione diversa da quella del gioco a distanza. Per esempio infatti quando anni fa è stato introdotto l’uso della tessera sanitaria per verifica maggiore età gli impatti sono stati abbastanza considerevoli. Un calo della raccolta all’inizio della misura, poi è stato chiarito che non si trattava di una misura per il controllo dei dati personali ma solo del controllo dell'età."
"Trovo che la ricerca individui soluzioni apprezzabili perché circoscrive i soggetti che richiedono autoesclusione. Sono misure che si utilizzano quando c'è un rischio potenziale e non si può prevedere un meccanismo uniforme. Importante anche il tema della comunicazione: come vengono proposte queste misure. Ritengo sia importante che si rimarchi il ruolo dell’autoesclusione non come elemento punitivo ma come aiuto, prevenzione e tutela della salute del giocatore."