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Rue gioco, Poso (Adm): 'La prevenzione parte integrante della qualità dell'offerta di gioco'

10 luglio 2024 - 13:23

Nel corso della presentazione della ricerca dell’Università di Roma Tor Vergata sull'autoesclusione nel gioco fisico, la direttrice dell'ufficio Apparecchi da intrattenimento di Adm sottolinea la metodologia utilizzata per lo studio, partito dal customer journey.

Scritto da Cc
Elisabetta Poso - Direttrice ufficio Adi Adm.jpg

Roma - "Le prerogative del gioco pubblico sono dare un'offerta di gioco basata su requisiti di qualità, e nella qualità ci sta anche la prevenzione e con questa ricerca è stato colto in pieno l’obiettivo."

Così Elisabetta Poso, direttrice dell'ufficio Apparecchi da intrattenimento dell'Agenza dogane e monopoli, nel suo intervento al convegno per la presentazione della seconda fase della ricerca sul Rue, il Registro unico degli esclusi, intitolare  "Per il settore del gioco pubblico in Italia: l'autoesclusione nel gioco fisico", realizzata da l dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale e presentata nell'aula consiliare “Giorgio Fregosi” di Palazzo Valentini a Roma, oggi, 10 luglio 2024.

Poso sottolinea che "negli ultimi anni il piano di sviluppo che i concessionari di apparecchi realizzano annualmente secondo le indicazioni dell’Agenzia dogane e monopoli è stato destinato fondamentalmente alla ricerca e agli studi proprio sui temi della prevenzione dei disturbi da gioco d’azzardo e per la tutela della salute."

“Sono tanti gli aspetti apprezzabili in questa ricerca legati al prestigio e all’affidabilità del soggetto che ha fatto lo studio, sia anche la metodologia che parte dal customer journey, ovvero dal percorso del cliente."

Secondo la direttrice dell'ufficio Adi Adm, è "apprezzabile l’approccio multidisciplinare che coniuga aspetti medico sanitari e tecnologici per raggiungere un unico obiettivo.”

E chiude con due considerazioni sottolineando che "parliamo di una esclusione diversa da quella del gioco a distanza. Per esempio infatti quando anni fa è stato introdotto l’uso della tessera sanitaria per verifica maggiore età gli impatti sono stati abbastanza considerevoli. Un calo della raccolta all’inizio della misura, poi è stato chiarito che non si trattava di una misura per il controllo dei dati personali ma solo del controllo dell'età."

"Trovo che la ricerca individui soluzioni apprezzabili perché circoscrive i soggetti che richiedono autoesclusione. Sono misure che si utilizzano quando c'è un rischio potenziale e non si può prevedere un meccanismo uniforme. Importante anche il tema della comunicazione: come vengono proposte queste misure. Ritengo sia importante che si rimarchi il ruolo dell’autoesclusione non come elemento punitivo ma come aiuto, prevenzione e tutela della salute del giocatore."

 

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