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Regole amusement italiane, Euromat all'Ue: 'Ecco le nostre proposte'

  • Scritto da Redazione

Euromat invia alla Commissione europea osservazioni e proposte per le regole tecniche italiane sull'amusement, sotto la lente valore dei premi, parco macchine esistente e omologazioni.


Come promesso in occasione del seminario sull'amusement organizzato da GiocoNews nell'ambito dell'edizione online dell'Eag expo, l'associazione Euromat ha inviato una lettera di osservazioni alla Commissione europea a proposito della bozza di regole tecniche predisposta dal regolatore italiano e sottoposta a stand still trimestrale.

Osservazioni, che si traducono in preoccupazioni, espresse dal presidente Jason Frost.
"Il progetto di regolamento tecnico propone l'ampliamento dell'attuale sistema di omologazione per includere altri tipi di macchine, come basket, Kiddie rides ecc. Inoltre, la decisione se utilizzare il processo di omologazione completo o l'alternativa più 'leggera" spetta al laboratorio tecnico che si occupa dell'omologazione.
Ciò crea un doppio incentivo perverso per il laboratorio: da un lato, poiché sono responsabili di eventuali irregolarità, quando le autorità ispezionano una macchina omologata, è più probabile che errino dalla parte della cautela e scelgano di utilizzare il processo di omologazione completo per tutti i tipi di macchine. D'altra parte, questo processo è più costoso, quindi c'è un chiaro incentivo alle entrate".

"SISTEMA COSTOSO E COMPLICATO" - Il sistema di omologazione di un apparecchio per l'amusement, si legge ancora nelle osservazioni inviate da Euromat, invece risulta inutilmente complicato e richiede "e dai 3 ai 6 mesi al costo di 3.000mila euro totali.
Crediamo fermamente che i regolamenti tecnici creeranno una situazione in cui la maggior parte delle macchine da divertimento dovrà sottoporsi a questa procedura lunga e costosa, anche nei casi in cui chiaramente non è necessario. Dobbiamo ribadire che lo scopo di questa omologazione è quello di certificare che una macchina non può essere utilizzata per scopi di gioco d'azzardo".
 
LA PROCEDURA DI OMOLOGAZIONE - La procedura copre le norme di sicurezza della certificazione Ce (rapporto completo della scheda tecnica di un ente certificato) contro la compatibilità elettromagnetica e la direttiva sulla bassa tensione, necessari anche ai fini doganali. La documentazione e le fasi necessarie del processo sono le seguenti: foglio illustrativo (in formato cartaceo e digitale non riscrivibile) del gioco, con una descrizione tecnica completa del gioco e di come funziona; rapporto di prova sulla compatibilità elettromagnetica e sulla direttiva Bassa tensione; Cd con il codice sorgente crittografato (fornito dal produttore) del software del gioco, insieme ai documenti del produttore che autorizzano l'importatore a utilizzare il Cd solo per l'omologazione del gioco. In caso di controllo governativo, il produttore deve essere disponibile per decrittografare il software; dopo tale certificazione di laboratorio (costo circa € 3.000), tutta la documentazione va all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che deve fornire un 'Certificato di esito positivo della verifica tecnica di conformità'; l'importatore dovrà quindi richiedere un'autorizzazione per la distribuzione di ogni singolo gioco che intende vendere (costo 50 € ciascuno). Questo documento è accompagnato da Rfid con un numero di identificazione per il gioco, entrambi i quali devono essere apposti sul gioco; l'operatore che acquista il gioco dall'importatore deve richiedere un'altra autorizzazione per utilizzare il gioco (l'autorizzazione è apposta anche sulla macchina). Questo costa altri 10 €.
Oltre a questi tre documenti (permesso di distribuzione, permesso di funzionamento e Rfid con numero Id), la macchina deve avere anche un adesivo permanente con il codice identificativo posto su di essa.

"INCENTIVI PERVERSI ED ONERI SOSTANZIALI" - Secondo Euromat, estendere questa procedura "al basket, all'air hockey e simili e creando un incentivo perverso per coloro che certificano le macchine, si aggiungerà un onere sostanziale a un settore già gravemente colpito dal Covid-19.
Va anche notato che l'imposizione di queste restrizioni non è giustificabile perché le macchine in questione non assegnano premi in denaro e quindi non vi è alcun rischio di gioco d'azzardo.
Riteniamo che queste disposizioni siano sproporzionate e vorremmo vedere modifiche alle regole tecniche per affrontare queste preoccupazioni".
 
PREOCCUPAZIONI PER IL MERCATO UNICO - Secondo l'associazione, "Le norme tecniche proposte rendono notevolmente più difficile l'accesso al mercato unico degli operatori italiani di macchine da divertimento. Sebbene i nostri produttori e distributori possano vendere facilmente ovunque in Europa, gli operatori italiani che desiderano acquistare macchine da altri Paesi dell'Ue devono intraprendere il processo di omologazione descritto sopra. A causa dei costi e delle pratiche burocratiche necessarie, gli acquisti di piccoli volumi (ad esempio una singola unità macchina) diventano economicamente non redditizi. Inoltre, non sono previste disposizioni che consentano di testare una nuova macchina da gioco prima di iniziare il processo di omologazione.
Ciò significa che gli operatori italiani sono effettivamente costretti ad acquistare da produttori o distributori italiani che possono permettersi il processo di omologazione a causa della produzione su larga scala, o hanno accesso solo alle macchine che gli importatori scelgono di portare nel Paese e certificare.
Si tratta di una grave restrizione alla libera circolazione delle merci nel Mercato unico, che obbliga gli operatori italiani ad accettare costi proibitivi per l'acquisto di macchine prodotte in altri Paesi dell'Ue o semplicemente a fare i propri acquisti in base a ciò che è disponibile nel mercato italiano".
 
CODICE SORGENTE E RISERVATEZZA - Nelle osservazioni inviate da Euromat poi si legge: " Le regole tecniche impongono che il codice sorgente della macchina debba essere fornito al laboratorio che esegue i controlli. Questo è un punto profondamente problematico, poiché il codice sorgente contiene informazioni riservate e proprietarie e molti produttori sono riluttanti a fornirle senza alcuna forte garanzia che rimarrà confidenziale. Chiediamo che le regole siano modificate per includere forti garanzie per la riservatezza del codice sorgente e che il codice sia richiesto solo per i giochi direttamente correlati al denaro".
 
VALORE MASSIMO DEI PREMI - Altra questione sotto la lente, è molto importante per gli operatori italiani, sono i premi in palio nelle ticket redemption.
"Il regolamento tecnico mira a valorizzare al massimo i premi. Si tratta chiaramente di una questione che va oltre l'ambito di un regolamento tecnico sulla certificazione delle macchine, in quanto non è un problema per una macchina in sé, ma piuttosto un problema per l'intera sala giochi. Un ospite può giocare su più macchine per un periodo di tempo a sua scelta e desidera accumulare abbastanza biglietti per ottenere un premio più costoso.
Fissare arbitrariamente il valore massimo a 20 € rischia di minare l'attrattiva delle ticket redemption, con conseguente riduzione delle importazioni in Italia e riduzione della produzione dei nuovi giochi sviluppati nel Paese. Abbiamo dati empirici che suggeriscono che un valore di € 100 è molto più attraente per gli utenti della macchina. Siamo anche consapevoli che altri Paesi hanno soglie significativamente più alte (nei Paesi Bassi il valore massimo è di 750 euro).
Mettiamo in discussione questa disposizione sia in termini di rilevanza rispetto a quanto le regole tecniche cercano di regolamentare, ma anche nell'ambito della libera circolazione delle merci, in quanto rende di fatto poco attraenti per gli operatori italiani le ticket redemption".
 
IL PARCO MACCHINE ESISTENTE - Ed ecco un altro nodo. Le norme tecniche non fanno alcun riferimento su quanto accade con le macchine già operative nel mercato italiano. Sebbene non sia facile ottenere numeri precisi, una stima prudente colloca il numero di macchine al minimo a 110.000. "Non è chiaro se questi dovranno essere ritirati, omologati o utilizzati tal quali fino a una certa data.
Apprezzeremmo un po 'di chiarezza su ciò che accade alle macchine già sul mercato", puntualizza Frost.
 
LE PROPOSTE DI EUROMAT - Oltre alle proposte fin qui elencate, l'associazione presenta una serie di soluzioni per diversi tipi di macchine, sulla base di quanto accade in altri Stati membri dell'Unione europea.
"Per calcio balilla, air hockey, basket, biliardo, riscatto biglietti (tutti i giochi meccanici ed elettromeccanici che rientrano nella categoria 7c-bis nella bozza di regolamento tecnico): sarebbe sufficiente una semplice certificazione firmata dall'importatore / produttore. Questa certificazione, che include una descrizione del gioco, da inviare all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, che quindi fornirà un adesivo adesivo da applicare su qualsiasi gioco venduto con le informazioni sul venditore e il numero di identificazione di quel gioco specifico. Il costo di questo processo è stimato in 200-300 €.
Per i videogiochi e le macchine a premi non legate al denaro (categorie 7c e 7a): un manuale di descrizione e una certificazione firmata da un ingegnere professionista o da un laboratorio. Un adesivo viene quindi apposto su ogni nuovo gioco venduto da quell'importatore / produttore. Il tempo che intercorre tra l'invio della documentazione e la ricezione dell'adesivo è
stimato in 10 giorni, con un costo di 300-600 euro".
 
Ora resta da vedere cosa deciderà la Commissione europea, anche alla luce delle osservazioni già presentate da Confesercenti amusement e Consorzio Fee, oltre che dal consulente tecnico-giuridico Eugenio Bernardi.
 
 
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