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Amusement, Elaut: 'Con queste regole impossibile operare in Italia'

Ancora un 'no' al progetto di regole tecniche per l'amusement in stand still alla Commissione Ue, a dirlo è il Ceo del produttore di giochi Elaut NV.

"L'Italia è per noi un mercato importante per l'export ma purtroppo a causa della specifica normativa italiana e delle nuove regole tecniche, l'Italia sta bloccando la nostra capacità di vendere prodotti in Italia, anche se la domanda c'è".

Comincia così la lettera di osservazioni in merito al progetto di regole tecniche di produzione, importazione e verifica degli apparecchi per l'amusement in stand still alla Commissione europea fino al 17 maggio inviata da Eric Verstraeten, Ceo del gruppo Elaut NV, uno dei maggiori produttori di giochi di divertimento a gettoni e gru.

Verstraeten sottolinea che, così come è scritto, il progetto non consente la libera circolazione dei prodotti Elaut in Italia. Ma non solo. "Gli operatori che hanno acquistato i loro giochi Elaut altrove in Europa non possono operare in Italia, se non prima di aver superato uno specifico processo di collaudo e omologazione.
Le regole per omologare un gioco 'comma 7' in Italia sono complicate, costose e richiedono molto tempo: va fornito il 'codice sorgente' del software del gioco a meno che l'Organismo di vigilanza non acceda sotto la propria responsabilità (fatto che non è necessario e che comporta una grande responsabilità); vanno redatti, in lingua italiana, la scheda 'spiegazione', la documentazione tecnica e il registro di manutenzione (sia in formato cartaceo che digitale); il costo dell'ente di certificazione non ha alcun limite massimo e dipende dal costo del gioco (e dal laboratorio di certificazione). Poi, prima di mettere in funzione un gioco, bisogna preparare tutta la documentazione, attendere il tempo per la certificazione, il tempo per ricevere la certificazione di conformità, il tempo per ottenere il nulla osta di distribuzione, il tempo per ottenere il nulla osta di operazione (3- 4 mesi)".

Il Ceo di Elaut quindi ricorda che il gioco di loro produzione "ha un 'tabellone' quindi secondo l'art. 8 part.4 l'importatore dei nostri giochi dovrebbe produrre la documentazione tecnica che è la stessa richiesta per le slot machines, ma questi due tipi di giochi sono completamente diversi (uno dà soldi, l'altro no), quindi, a nostro avviso, non può essere ricondotto alle stesse regole.
Ora - prosegue - Fec e parchi d'intrattenimento hanno introdotto l'e-coin, al fine di evitare l'uso di monete fisiche sui giochi a causa dei rischi di Covid, mentre in Italia le gru possono usare solo monete!
Produciamo anche 'gru' dove il giocatore vince sempre qualcosa: o il premio principale o un premio di consolazione (che potrebbe essere un dolce, una pallina, un numero fisso di biglietti, ecc.). 'Sembra' che questo gioco (venduto in tutto il mondo e in alcuni Paesi europei il premio di consolazione è obbligato) non possa essere utilizzato in Italia.
Per questi principali motivi, chiediamo che l'omologazione in Italia sia più semplice, veloce ed economica, in modo da rendere più agevole la libera circolazione delle macchine da divertimento in tutta Europa".
 

La richiesta di Elaut è solo l'ultima, per ora, di una lunga serie. Ormai, infatti, le osservazioni inviate dagli operatori italiani e stranieri, e dall'associazione Euromat, sono ben 11.
 
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