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Giuliani (Adm): ‘Sì a proroga per l'amusement, ma non fine a se stessa’

  • Scritto da Ac

Il direttore dell'Ufficio apparecchi da intrattenimento della Direzione giochi di Adm, Antonio Giuliani, dice sì alla proroga per l'amusement, ma non deve essere fine a se stessa.

Roma - “Come amministrazione siamo convinti che il confronto con la filiera sia assolutamente prezioso e utile per arrivare a una regolamentazione di qualità e per questo siamo lieti di poter intervenire e di parlare con le associazioni di categoria, soprattutto in questa fase".

Lo sottolinea, nella tavola rotonda che si tiene nell'ambito del convegno “Il gioco senza vincite in denaro evoluzione di un settore in Italia e in Europa” organizzato oggi 2 dicembre a Roma dagli Stati Generali dell'Amusement, il direttore dell’Ufficio apparecchi da intrattenimento della Direzione giochi dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, Antonio Giuliani, che ricorda: "Quando abbiamo iniziato questo percorso di riscrittura delle regole tecniche degli apparecchi di puro intrattenimento abbiamo dovuto fare un tuffo nel passato e siamo dovuti partire in particolare dalla comprensione di quello che c’era in giro sul mercato, cercando di fare una ricognizione generale in modo da capire il contesto in cui andavano a intervenire".

Ma "siamo partiti proprio dal confronto con le associazioni e con la filiera, iniziando già lo scorso anno con l’open hearing promosso da Adm insieme alle diverse sigle e in quella sede abbiamo ricevuto già molti contributi, per poi proseguire con il dialogo a più riprese con le diverse associazioni".

Dopodiché "abbiamo preso il toro per le corna e abbiamo messo nero su bianco una rivisitazione delle regole tecniche, cercando di interpretare tutti i punti chiave in cerca di soluzione, pur nel ristretto perimetro delle nostre competenze affidate dal legislatore".

Giuliani osserva: "Forse si poteva fare di meglio, perché no, ma siamo disponibili ad apportare i correttivi necessari per garantire l’effettiva applicabilità delle norme”.
In questo senso Giuliani conferma la disponibilità nell’intervenire con una proroga dei termini previsti dalle nuove norme per l’omologazione di tutto il parco giochi esistente ma sottolineando che “le proroghe per avere senso devono essere fatte con un fine preciso e con un obiettivo da raggiungere. Per questo se la proroga è necessaria per dare stabilità e continuità ben venga, ma non deve essere fine a se stessa”.

Il direttore dell’ufficio apparecchi di Adm ribadisce le logiche che hanno spinto il regolatore ad intervenire in una determinata maniera: "Il settore è stato a lungo tempo senza una normativa e il mercato è andato avanti lo stesso, anche a ragione, ma questo ha creato delle distorsioni e l’immissione anche di macchine molto discutibili se non addirittura borderline. Per questo c’è la necessità di intervenire con una verifica di quello che c’è oggi in circolazione e con la sparizione di tutte quelle forme di gioco non compatibili con il mercato”.

E aggiunge: “Sentir parlare di gioco d’azzardo nei confronti di giochi di puro intrattenimento è un fastidio in primis per noi come amministrazione e non solo per gli operatori, ma se siamo arrivati a questo punto è anche perché ci sono in giro prodotti non adeguati alla realtà e per questo è stato necessario stringere le maglie a tutela del comparto e di tutte le imprese sane che lo compongono”.

A proposto dei locali di gioco destinati all’amusement che il tavolo propone di ribattezzare meglio come “sale famiglie” in sostituzione al desueto termine di “sale
giochi”, Giuliani spiega: “Il rispetto che il regolatore ha per i luoghi di puro intrattenimento è testimoniato da un passaggio più che significativo che abbiamo voluto compiere nella riscrittura delle regole: la definizione dell’ambito dove poter installare i giochi prevedendo la licenza specifica per le sale giochi - o Fec o altro declinazione che si voglia dare - attraverso una specifica licenza che serve a chiarire giuridicamente come i giochi che si trovano in quel determinato locale sono senza dubbio regolari e conformi a determinate regole di sicurezza".

Questo "per dare certezze e dignità a quegli ambienti di aggregazione e socializzazione che sono le sale giochi per famiglie che intendevamo salvaguardare. Poi è vero che in quella definizione di regole, che prevede la certificazione di tutti i giochi autorizzabili in quei locali, sono finiti anche tutti i giochi meccanici come biliardo, biliardini etc, provocando difficoltà agli operatori attraverso oneri ritenuti eccessivi, ma le norme sono sicuramente perfettibili e sul punto come Amministrazione stiamo già lavorando proponendo una modifica alla normativa vigente che possa andare in quella direzione".

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