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Amusement: da operatori esposto ad Adm contro offerte illegittime

  • Scritto da Ac

Gli addetti ai lavori del comparto del puro intrattenimento sollecitano il regolatore a intervenire contro offerte di gioco illegittime in sale giochi, bowling e Fec spacciate per 'esports'.

 

 

Con un esposto presentato alla Direzione dei giochi dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e alle varie direzioni territoriali dello stesso organismo, alcuni operatori del comparto del puro intrattenimento italiano intendono “porre all’attenzione dell’Agenzia accadimenti che si inseriscono nell’ambito della normativa che disciplina i titoli autorizzatori e le tipologie dei punti di offerta presso i quali è consentita l’installazione degli apparecchi senza vincita in denaro, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti, nonché venga valutata la sussistenza di eventuali profili di penale rilevanza di specifici fatti dedotti”.
Il riferimento è ad alcune offerte di intrattenimento non riferibili alla normale fattispecie prevista nelle sale giochi italiane (comma 7, comma 6 o Adm - apparecchi elettromeccanici – del Testo unico di pubblico sicurezza) che vengono ospitate all'interno di alcuni locali pubblici e presentate come forme di “esports”, ma che rappresentano – a detta degli operatori – una concorrenza illecita in quanto le apparecchiature su cui vengono svolte non sono qualificate dal regolatore né sottoposte ad alcuna verifica tecnica di conformità né omologazione. Tutto questo proprio nel momento in cui la filiera dell'Amusement – al contrario – è sottoposta a un aggravio dei costi e degli oneri amministrativi proprio per la ri-omologazione di tutte le macchine utilizzate fino ad oggi, nonché di quelle future ancora da introddure.
“In diversi paesi e città del territorio nazionale – si legge nell'esposto - abbiamo notato l’avvio di attività aperte al pubblico denominate dai loro promotori: 'Parchi intrattenimenti digitali' – 'Sale Lan' – 'Esposts Bar'”, con tanto di citazione di articoli di giornale dedicati a tale fenomeno.
“Dalle informazioni in nostro possesso – scrivono gli operatori - in tali locali aperti al pubblico sono a disposizione della clientela postazioni pc con giochi precaricati e con la possibilità di collegarsi on line e giocare su diverse piattaforme di gioco, postazioni di consolle Playstation o Xbox con giochi precaricati o con la possibilità di accedere alle piattaforme on line dei produttori di consolle per giocare ad altri giochi, simulatori di guida e simulatori di realtà virtuale con giochi preinstallati. In tutti i pc, consolle, simulatori sono installati e in uso alla clientela giochi che sono normalmente destinati al mercato di 'home video'. I clienti accedono a tali spazi liberamente, pagando diversi prezzi a seconda del gioco che vogliono svolgere”, che variano dai 7,5 fino ai 50 euro per l'accesso alla cosiddetta “area gaming” qui incriminata.

Tutto questo, come detto, in barba alla disciplina nazionale (vecchia e nuova), visto che – come scrivono gli operatori - “la Determinazione Direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 172999/RU del 1° giugno 2021 disciplina, tra l’altro, i titoli autorizzatori e le tipologie dei punti di offerta presso i quali è consentita l’installazione degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro, nonché i parametri numerici e i criteri di installazione. Tale determinazione disciplina le caratteristiche tecniche di ogni apparecchio, quali ad esempio caratteristiche tecniche, software installato, tipologia del gioco, collegamenti alla rete internet”.
Gli scriventi ritengono quindi “che la presenza di attrezzature come quelle sopra menzionate in locali aperti al pubblico e con il pagamento da parte dei clienti di un costo per l’utilizzo di tali attrezzature, siano un’elusione delle normative vigenti”.
Visto che, molto spesso, in questi locali si possono trovare anche dei simulatori di guida del tutto simili ai veri giochi arcade, come documentano gli operatori con tanto di foto.
“Tali simulatori di guida sono molto simili ad apparecchi della categoria comma 7, che la nostra Società, sostenendo onerosi costi, nel rispetto delle norme è obbligata a omologare tramite gli enti preposti per poi permetterne l’installazione e l’uso in locali dediti al gioco lecito”.

Il settore delle sale giochi, “visto anche l’articolo 22, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modifiche e integrazioni, che sottopone la produzione, l’importazione e la gestione degli apparecchi da divertimento ed intrattenimento idonei per il gioco lecito a regime di autorizzazione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sulla base di regole tecniche definite d’intesa con il Ministero dell’Interno”, è “sottoposto a normative stringenti per evitare che apparecchi installati in locali pubblici possano essere utilizzati per l’esercizio illegale di gioco d’azzardo mentre, nei locali sopramenzionati risultano installati dei semplici pc e consolle collegati online, dove anche utilizzatori minorenni possono utilizzare tali attrezzature senza nessun controllo e regolamentazione”.
Per tale ragione, si legge ancora nell'esposto: “Non comprendiamo come giochi che solitamente sono in commercio per 'l’home entertainment' siano messi a disposizione in locali aperti al pubblico a pagamento agli utenti, mascherando il costo di tale servizio nel puro noleggio dell’attrezzatura e non nell’uso del gioco”.
Ritenendo che queste tipologie di attività svolte abbiano degli aspetti legali che l'amministrazione debba verificare, “onde evitare che tali attività siano utilizzate per aggirare la normativa nazionale vigente in materia di gioco lecito”.
Riservandosi la facoltà di segnalare tale situazione anche all’Autorità Italiana della Concorrenza e del Mercato.

 

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