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Dopo l'esposto arriva l'interpello ad Adm su 'finti' esports in sala giochi

  • Scritto da Redazione GiocoNews.it

Prosegue la battaglia degli operatori del comparto dell'intrattenimento contro la concorrenza illecita rappresentata dalle forme di gioco non previste dal Tulps.

 

 

Se non è illegale, allora sia formalmente consentito. Si potrebbe riassumere così la ratio della nuova iniziativa avanzata dagli operatori dell'intrattenimento a tutela delle proprie attività che dopo l'esposto depositato presso l'Agenzia delle Dogane e dei monopoli nei giorni scorsi, vede ora la presentazione di un interpello formale, all'attenzione degli uffici lombardi della stessa amministrazione, chiedendo se è possibile istallare forme di gioco definite come “esports” all'interno delle sale giochi, senza dover procedere alle attività di omologazione previste per tutti gli altri giochi dal Testo unico di pubblica sicurezza.
Ad avanzare la richiesta è la società Led, leader nel settore in Italia, che attraverso l'atto formale domanda ad Adm se “Per tali apparecchiature non vadano richiesti i nulla osta per la messa in esercizio non rientrando tra le tipologie individuate dall’art. 110 comma 7 del Tulps”, noché se “Per tali apparecchiature non vada trasmessa la dichiarazione cui all’art. 14-bis del DPR 640/1972 e non vada pagata l’Imposta sugli Intrattenimenti, non rientrando le stessa tra quelle previste dalla normativa”. Chiedendo quindi all'amministrazione di voler “indicare, nei tempi e modi prescritti (90 giorni, Ndr), il proprio parere riguardo la soluzione interpretativa ritenuta corretta rispetto al caso concreto sopra prospettato”.

A spiegare le ragioni dell'iniziativa è ancora una volta Sergio Milesi, amministratore delegato del gruppo Led: “Dando seguito all’esposto presentato la scorsa settimana in merito alla liceità dell’attività che viene svolta in diversi locali distribuiti sul territorio, nei quali vengono messi a disposizione dei clienti attrezzature e software per l’intrattenimento, in particolare pc, consolle e simulatori vari, abbiamo deciso di utilizzare l’istituto dell cosiddetto 'interpello del contribuente', introdotto dall’articolo 11 della Legge n.212/2000, e regolamentato dal Dm n.209/2001, nella forma dell’Interpello Ordinario attivabile in relazione a qualsiasi disposizione di legge che si presenti obiettivamente incerta nella sua applicazione, per avere chiarimenti in merito alle attività che se ritenute lecite, anche noi vorremmo introdurre nelle nostre sale giochi”, spiega. “Il termine previsto dalla normativa per la risposta è di 90 giorni – aggiunge - qualora non sia possibile fornire risposta sulla base dei documenti allegati all’istanza, la Direzione destinataria della stessa può richiedere, usa sola volta, l’integrazione della documentazione presentata dall’istante. La replica che riceveremo al nostro interpello, chiarirà le norme applicabili e se queste attività sono leciti e si possono svolgere senza necessità di certificazione delle strumentazioni utilizzate”.

Nel documento depositato oggi, 27 aprile, pressi gli uffici lombardi di Adm, la società illustra nei dettagli tutte le varie tipologie di giochi definiti “esports” che vengono oggi ospitate da vari locali.
Spiegando che “è intenzione della società ampliare la propria offerta realizzando all’interno dei propri locali uno spazio dove installare delle postazioni pc, simulatori di guida e altra attrezzatura messi a disposizione della clientela per praticare 'esports', 'sport elettronici' su videogiochi competitivi”.
Dettagliando che “le postazioni di gioco di cui al punto precedente materialmente sono costituite da computer, console (per esempio XBox e PlayStation), schermi, manopole, joystick, sedute ergonomiche e in grado di simulare movimenti di vario tipo: tutti questi elementi non costituiscono un apparecchio unitario, indiviso e funzionalmente individuato, ma sono elementi autonomi, scollegabili e intercambiali da postazione a postazione; i giochi consistono in piattaforme di gioco virtuali create mediante l’uso di sistemi elettronici o informatici e fondate in ogni loro fase sull’interazione uomo-computer; la modalità di gioco è una sfida che può avvenire tra un giocatore e un software o tra semplici giocatori, disposti in singolo o schierati in squadre alla conquista di un obiettivo comune”. Per poi passare in rassegna tutte le tipologie di giochi offerte ai consumatori.

 

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