Arbitrato Casinò Campione, Fiamma tricolore: ‘Resa politica inaccettabile’

Scritto da Fm
La Fiamma tricolore Como chiede ‘risposte chiare’ sulla scelta del consiglio comunale di Campione d’Italia di abbandonare l’arbitrato da 80 milioni avviato dal Casinò.

Si allunga la lista dei politici che intervengono sull’arbitrato da 80 milioni avviato dalla Casinò di Campione Spa contro gli ex amministratori e sindaci della società, in carica tra il 2011 e il 2018, fermato dal consiglio comunale nella seduta del 7 aprile.

Dopo Simone Verda e Gianluca Marchesini di Campione 2.0  e il consigliere comunale indipendente Sergio Aureli, a dire la sua sull’argomento è Carlo Russo, segretario organizzativo della Fiamma tricolore Como.

Russo critica la gestione politica e amministrativa della vicenda relativa all’arbitrato,

“Prima si avvia un arbitrato milionario, prospettando la difesa degli interessi pubblici e dei cittadini, poi – senza adeguate spiegazioni e in un clima di opacità – si decide di abbandonarlo, esponendo l’ente a conseguenze potenzialmente gravi”, sottolinea in una nota.

Per il segretario organizzativo della Fiamma tricolore Como “siamo davanti a una vera e propria resa politica, che certifica il fallimento di chi governa e di chi avrebbe dovuto vigilare.

È inaccettabile che su una questione così delicata, che coinvolge milioni di euro e il futuro di un territorio già duramente provato, si registrino silenzi, ambiguità e scarichi di responsabilità”.

Per Russo la trasparenza “non è un optional: è un dovere istituzionale” e i cittadini di Campione d’Italia e dell’intero territorio comasco “meritano risposte chiare, non decisioni calate dall’alto e prive di una motivazione politica credibile”.

La Fiamma tricolore Como quindi chiede di fare piena luce su ogni passaggio di questa vicenda: “chi ha deciso, su quali basi, con quali responsabilità e con quali eventuali conseguenze economiche per la collettività”.

Nella foto: Carlo Russo, segretario organizzativo della Fiamma tricolore Como