Capannelle, Nuovo galoppo Italia: ‘Effetto domino sull’ippica’

Scritto da Fm

Nuovo galoppo Italia denuncia la mancanza di una regia centrale nella ridistribuzione delle corse non disputate all’ippodromo di Capannelle.

Non uno, non due. Alla fine gli articoli sull’ippodromo di Capannelle di oggi, 18 marzo, sono tre.

Il terzo si rende necessario per rendere pubblico l’appello lanciato da Nuovo galoppo Italia, sulle conseguenze nella gestione della programmazione delle corse a seguito della chiusura dell’impianto romano.

Un “disastro”, secondo l’associazione, dato che le corse romane “non sono state redistribuite secondo alcun criterio tecnico, storico o economico, ma semplicemente annacquate tra i vari ippodromi”, con l’unico obiettivo di raccogliere qualche partente in più, senza alcuna visione complessiva del sistema.

Ciò, rimarca l’associazione, produce un “sistema disarticolato, privo di equilibrio tecnico, incapace di sostenere proprietari, allenatori e operatori”.

Molti operatori romani, come abbiamo scritto anche su GiocoNews, sono stati costretti a trasferirsi altrove nella speranza di continuare a lavorare, ma “senza una programmazione coerente e senza una reale redistribuzione delle corse, troveranno solo ulteriori difficoltà”, sottolinea ancora Nuovo galoppo Italia.

LE CRITICHE AL MASAF E AL COMUNE DI ROMA

L’associazione quindi punta il dito contro il ministero dell’Agricoltura per non aver attivato alcun tavolo di crisi, né un tavolo tecnico, né aver promosso un confronto con il Comune di Roma per individuare soluzioni concrete.

Il Comune di Roma, si legge nella nota, invece di sostenere gli operatori ha assunto “posizioni incomprensibili, senza fornire alcuna risposta concreta alle esigenze di un comparto in evidente difficoltà”.

Mancano, insomma, “una regia centrale” e “una valutazione reale delle conseguenze sul sistema nazionale”, evidenzia Nuovo galoppo Italia. Il risultato quindi è un “progressivo svuotamento del settore, con operatori che abbandonano, cavalli senza adeguata collocazione agonistica e una perdita economica che rischia di diventare irreversibile”.





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