Ippodromo Capannelle, CdS conferma il no a Hippogroup

Scritto da Fm
Il Consiglio di Stato conferma decisione del Comune di Roma per ritardi e carenze del Piano economico finanziario. E intanto molti allenatori lasciano l’ippodromo.

Il proverbio popolare “Nessuna nuova, buona nuova” non vale per l’ippodromo delle Capannelle di Roma, ancora in attesa di conoscere il suo futuro, e quello della filiera che gli è legata da anni.

In questo quadro desolante e desolato arriva una nuova sentenza del Consiglio di Stato che boccia il ricorso presentato da Hippogroup Roma Capannelle, ormai ex gestore dell’ippodromo, contro il Comune di Roma per la riforma della sentenza del Tar Lazio che nel 2024 ha confermato il no alla proroga della concessione.

Il motivo? La tardività e la carenza strutturale del Pef – Piano economico finanziario trasmesso dalla società.

Dal 2004 al 31 dicembre 2023 la società appellante ha gestito l’impianto in forza della concessione in suo favore rilasciata da Roma Capitale all’esito di procedura di evidenza pubblica.

Nel corso degli anni il Comune ha rigettato più volte le istanze di proroga della concessione avanzate dalla società e nel gennaio 2024 gli ha affidato la detenzione dell’impianto per tutto l’anno rimarcando però la “discontinuità con il pregresso rapporto concessorio”. Le parti hanno, quindi, sottoscritto un nuovo disciplinare al fine di regolare il nuovo rapporto.

IL PEF PRESENTATO CON UN RITARDO DI SETTE MESI

Per il Consiglio di Stato sono infondate tutte le censure presentate da Hippogroup.

Nella sentenza viene evidenziato che il piano economico finanziario è stato presentato dopo la conclusione del procedimento e, in ogni caso, “soltanto il 5 ottobre 2023, con un ritardo di oltre sette mesi rispetto al termine di trenta giorni assegnato dall’amministrazione”.

I giudici quindi rimarcano che alla vicenda all’esame del Collegio “restano estranee valutazioni riguardanti le ipotizzate difficoltà di Roma Capitale di esternalizzare la gestione dell’ippodromo, circostanza peraltro smentita dal fatto che dal 16 gennaio 2026 l’ippodromo è stato affidato in gestione ad un’altra società”.

CAPANNELLE IN DISARMO

Peccato che poi l’affidamento a La Marsicana non si sia concretizzato, per ragioni puntualmente illustrate dalla società di corse.

Da lì in poi, l’ippodromo romano è piombato nel limbo, dove permane tutt’ora, con le corse sospese almeno fino a fine settembre e spostate in altri impianti dal ministero dell’Agricoltura che congelato il calendario dal 1° settembre al 31 dicembre, e anche il milione di euro per Capannelle previsto dalla legge di bilancio 2026.

In più, alla luce della situazione e della gestione attualmente in capo al Comune di Roma attraverso la partecipata Zetema, specializzata in beni culturali, molti allenatori hanno spostato i loro cavalli a Milano, o hanno annunciato l’intenzione di farlo presto.




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