Casinò Saint Vincent, polemiche e proposte in Consiglio Valle
Acceso dibattito al consiglio regionale della Valle d’Aosta sulle sorti del Casinò Saint Vincent. Propostz l’istituzione di una Commissione consiliare speciale.
Le comunicazioni sulla situazione del Casinò di Saint Vincent rese dal presidente della Regione, Renzo Testolin, al consiglio regionale della Valle d’Aosta (di cui abbiamo dato conto in questo articolo) non hanno mancato di destare polemiche fra i consiglieri presenti alla seduta di oggi, 10 giugno.
A cominciare da Corrado Bellora (Lega VdA), più volte in prima linea su questi temi, che non usa mezzi termini: “Cosa deve ancora accadere perché si prenda atto che esiste un problema molto serio in questa azienda e una evidente inadeguatezza della sua governance?
Noi lo sosteniamo da dicembre con le tante iniziative che abbiamo presentato nei passati consigli regionali per lanciare dei segnali che sono stati completamente ignorati.
Il provvedimento di amministrazione giudiziaria evidenzia la totale inadeguatezza delle procedure anticorruzione adottate dalla Casa da gioco. Proprio quelle misure che l’amministratore unico, sentito durante una Conferenza dei Capigruppo, ci aveva descritto come perfette, a prova di bomba. Ricordo che l’ultimo atto dell’amministrazione giudiziaria, che è una misura di prevenzione, è la confisca dell’azienda. Non vorrei si arrivasse lì.”
MINELLI (AVS): “PREOCCUPATI PER L’ASSETTO E LA FUTURA GESTIONE DEL CASINÒ”
La capogruppo di Alleanza verdi sinistra, Chiara Minelli, sottolinea come l’amministrazione giudiziaria del Casinò sia “un fatto grave, che riguarda una società il cui capitale è detenuto quasi interamente dalla Regione”, perciò sarebbe riduttivo se il Consiglio “si limitasse semplicemente a prenderne atto”.
La consigliera quindi esprime “preoccupazione per l’assetto del Casinò ma anche per le ipotesi della sua futura gestione: non sarebbe accettabile che una vicenda così delicata venisse utilizzata per accelerare scelte strategiche già in discussione, senza un confronto pubblico e senza un pieno coinvolgimento del Consiglio regionale”.
CENTOZ (PD): “REGIONE AGISCA COME UN QUALSIASI AZIONISTA”
Fulvio Centoz, del Partito democratico – Federalisti Progressisti, ha ricordato che a gennaio il suo gruppo consiliare aveva chiesto alla Regione di “attivare un audit esterno e indipendente sui presidi antiriciclaggio del Casinò”.
La risposta? “Non spettava al Governo regionale intervenire. Cinque mesi dopo, il Tribunale di Torino ha rilevato una criticità organizzativa e sistemica, affermando che il problema non può essere risolto con la sola sostituzione dei vertici. La procedura concordataria ha verificato la sostenibilità finanziaria della Casa da gioco, non il rispetto degli obblighi antiriciclaggio.”
Quindi, rimarca Centoz, come socio di controllo, la Regione deve assumersi pienamente il proprio ruolo di indirizzo e vigilanza. “Per superare una vicenda che sta causando un danno reputazionale al Casinò e alla Valle d’Aosta servono interventi concreti: un audit indipendente sul sistema di controllo, una governance più collegiale e un confronto costante con il consiglio regionale. La Regione deve agire come farebbe qualsiasi azionista responsabile di fronte a una partecipata in difficoltà.”
ZUCCHI (FDI): ‘CHIARIMENTI SULLA TASK FORCE E POSSIBILE PRIVATIZZAZIONE DEL CASINÒ”
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, “è un dato di fatto che l’autorità giudiziaria sia intervenuta tra la fine di gennaio e la fine di maggio, ritenendo che non fossero state adottate le misure necessarie a modificare un sistema di controlli del Casinò che tutti auspicavamo fosse corretto ma che, in realtà, non lo era”.
Su questo e sul ruolo della task force quindi il consigliere chiede dei chiarimenti. “Siamo preoccupati per le intercettazioni riportate dalla stampa che parlano di un soggetto che, in occasione di un sequestro al casello autostradale di Saint-Vincent, avrebbe sollecitato un intervento del presidente della Regione, che è anche prefetto, nei confronti della Guardia di finanza.”
E su questo ecco l’affondo di Zucchi: “Chiediamo chiarezza: vi sono stati contatti o interlocuzioni su questi fatti? Sarebbe grave e imbarazzante. Infine, esiste uno studio sulla possibile privatizzazione del Casinò, fermo da mesi nei cassetti. Crediamo sia giunto il momento di condividerlo con il Consiglio e di valutarne gli esiti”.
CARREL (ADC) INCALZA LA REGIONE
Sul tema prende posizione anche Marco Carrel, capogruppo degli Autonomisti di centro, anche lui già intervenuto in merito alle sorti del Casinò negli ultimi mesi e anche nella passata legislatura.
Ecco le sue parole: “Con il collega Di Marco, in più occasioni durante le riunioni di maggioranza, abbiamo sottolineato che qualcosa non funzionava al Casinò.
Le risposte del presidente della Regione erano il solito: ‘tot a modo‘. Abbiamo poi scoperto che anche lì avevamo ragione.”
Quindi Carrel incalza la Regione, in qualità di azionista della casa da gioco: “Il socio unico si chiama Regione autonoma Valle d’Aosta: il rappresentante, per scelta di questa maggioranza, si chiama Renzo Testolin. A voi la scelta.”
In conclusione, il vicecapogruppo della Lega VdA, Simone Perron, ha annunciato il deposito di una risoluzione per richiedere l’istituzione di una Commissione consiliare speciale per l’analisi della situazione del Casinò de la Vallée.
Crediti fotografici © – Consiglio regionale Valle d’Aosta – Sito ufficiale