Gioco online, il difficile posizionamento dei casinò terrestri
Ho appena letto su gioconews.it del 13 giugno l’importo speso nel mese di maggio 2022 nei giochi da casinò online in possesso di una concessione in Italia. Mi accingo a fare poche considerazioni in merito.
Si tratta di 161,4 milioni di euro e quanto a quote di mercato, tra gli operatori c’è Casinò di Venezia Gioco Spa con lo 0,06 e Casinò di Sanremo Spa con lo 0,15 percento.
Corrispondono, queste ultime e salvo errori, rispettivamente a 97.098 e 242.744 euro.
Devo ammettere che recentemente ho definito il gioco online e dal vivo praticabile nelle case da gioco una risorsa; non pensavo che le cifre, al momento, fossero quelle che ho letto più volte.
Certamente sarà complicato oltre che difficilissimo competere se le quote di mercato dei cosiddetti casinò terrestri si fermano agli accennati importi.
Come scrivevo ieri l’altro, pensare a un rilancio del gioco terrestre è un impegno al quale le gestioni non possono più sottrarsi.
Ponendo mente all’importo dei ricavi mensili (maggio 2022) di 161,4 milioni che, come afferma il citato articolo, è la differenza tra il giocato 4.295 e il pagato con le vincite 4.133 milioni, e lo si confronta con i ricavi netti annuali dei quattro casinò nazionali nel 2017, 283,9 milioni ci troviamo, come fossimo il alto mare, con una fortissima burrasca in corso.
Concessionari italiani come Reel Italy Ltd, Sisal Enternainement, Snaitech Spa e Oia Services Limited hanno complessivamente introitato nel solo mese di maggio 2022 la ragguardevole somma di 53 milioni, i casino terrestri 330 mila circa.
Ora si deve ammettere che con la media dei ricavi mensili delle quattro case da gioco italiane, nel 2017, di circa 24 milioni e il risultato in discorso ci si può attendere un futuro tutt’altro che semplice e tranquillo.
Mi permetto di ritornare sui giochi da casinò da svolgersi online e dal vivo ma con novità assolute e in esclusiva. Altre volte ho previsto la possibilità che così operando si potrebbe incentivare la frequentazione delle case da gioco italiane e, comunque, una eventualità operativa per battere la concorrenza.
Potrebbe costituire un inizio?