Australia, sospetto mafioso tra i primi 10 player del Star Gold Coast

Nonostante fosse nella lista delle persone bandite gli è bastato attraversare il confine per continuare a giocare  
Scritto da Redazione

 

Da anni era stato bandito dai casinò di due stati australiani, ma gli è bastato attraversare un confine per continuare a giocare diventando uno dei più importanti giocatori del casinò Star’s Gold Coast.

Una storia che mette in discussione la rete di informazioni tra case di gioco e intelligence dello stato del continente nuovissimo, visto che il presunto mafioso, italiano, ha potuto agire indisturbato nonostante gli avvisi dei commissari di polizia.

Il sospetto, infatti, chiamato Persona 2, dopo le segnalazioni che lo mettevano al centro di una importante rete criminale di stampo mafioso, era stato bandito dai casinò dello stato del Nuovo Galles del Sud e di Victoria, ma nonostante ciò ha potuto continuare per anni a giocare d’azzardo nei casinò Star’s Gold Coast e Brisbane.

Solo ora, dopo che i media hanno portato a galla la storia raccontando l’inchiesta guidata dall’ex giudice della Corte d’Appello Robert Gotterson, un dirigente dei casinò Star ammette che probabilmente Persona 2 avrebbe dovuto essere bandito dai loro casinò già da molto tempo. “Certamente, dopo aver rivisto alcune delle situazioni… Penso che col senno di poi, guardando i nostri processi, la nostra revisione e le nostre politiche, questi non fossero così forti come avrebbero dovuto essere “, ha ammesso.

L’inchiesta riguarda il casinò Star’s Gold Coast e lo Star’s Treasury Brisbane, entrambi situati nel Queensland, e ha fatto nascere alcune perplessità a livello governativo sul fatto che The Star Entertainment Group debba mantenere le sue licenze di casinò nello stato dell’Australia orientale.

Il sospetto, infatti, è stato bandito dai casinò dello stato di Victoria dal nel dicembre 2014, e sei mesi dopo anche da quelli del Nuovo Galles del Sud. Person 2 tuttavia, ha potuto giocare tranquillamente nei casinò del Queensland fino a gennaio 2021.

È emerso che il nome di Person 2 era scritto in modo diverso nei registri dei casinò e pure nei resoconti dei media sui suoi presunti exploit, mentre il sistema antiriciclaggio di Star pare abbia raccolto solo articoli usando l’ortografia in archivio. Oltre a ciò, il team antiriciclaggio di Star non sarebbe riuscito a visualizzare gli articoli dei media sui principali clienti di casinò perché non avevano gli abbonamenti di tutte le pubblicazioni.

Così è accaduto che Person 2 è diventato, nel tempo, uno dei primi dieci giocatori di The Star Gold Coast.

Il direttore generale antiriciclaggio dei casinò Star, Howard Steiner, ha dichiarato che recentemente il gigante dei casinò ha migliorato le sue politiche su questo fronte, pertanto una storia come quella di Person 2 ora attiverebbe sicuramente una serie di controlli di background e sulle fonti di provenienza del denaro giocato. Lo stesso Steiner ha assicurato che il problema relativo all’ortografia dei nomi è stato risolto, quindi il sistema di Star ora ha rilevato e contrassegnato gli articoli per la revisione contenenti ortografie simili di clienti importanti.

Nel 2019 Star ha infatti cambiato le sue politiche per riconoscere gli ordini di esclusione provenienti dai commissari di polizia interstatali, compresi gli ordini di divieto emessi retroattivamente, che da allora sono ora riconosciuti a livello nazionale. 

L’amministratore delegato ad interim di Star, Geoff Hogg, ha detto che era opinione dello staff di Star che gli ordini di esclusione si applicassero solo alle sedi che hanno nominato e non potessero essere applicati ad altri stati. Inoltre le telecamere che individuano i giocatori problematici non esistono nei casinò star del Queensland. Hogg, che è stato l’ultima persona ascoltata nell’ambito dell’inchiesta, ha anche ammesso di non aver preso parte a discussioni riguardanti le indagini del team antiriciclaggio su Person 2 o altri simili, e di essere venuto a conoscenza di quei dettagli solo nelle ultime settimane.