Casinò a New York: in bilico due proposte su tre

Aleggia l'incertezza per i progetti per i nuovi casinò di New York: nel Queens il Metropolitan Park è ostacolato dagli Us open di tennis, mentre il Resorts World ridimensiona la propria offerta allo Stato.
Scritto da Redazione

Veduta di New York © Ben o'bro / Unsplash

Ultime battute a New York per l'assegnazione di tre licenze per casinò nel Downsstate, ma non senza ulteriori ostacoli per i contendenti.

Entro il 1° dicembre il Gaming facility location board dello Stato – la Commissione per la localizzazione delle strutture di gioco – si pronuncerà alla luce degli incontri avuti questa settimana con gli operatori ancora in lizza, e le sue raccomandazioni saranno centrali per orientare la decisione finale della New York State gaming commission.

Lunedì 17 novembre i cinque membri del board hanno visitato i siti dove dovrebbero sorgere le case da gioco: nel Bronx quello di Bally, nel Queens il Metropolitan Park e il Resorts World New York City.

Ma, secondo quanto riferito dal sito Bloomberg, sempre piuttosto informato, Resorts World chiederà al consiglio di amministrazione di riconsiderare i termini della sua proposta. Il casinò era stato il più aggressivo nei termini della sua offerta, offrendo una tassa di licenza di 600 milioni di dollari (equivalenti a circa 517 milioni di euro) e aliquote fiscali del 56 e del 30 percento rispettivamente per slot e tavoli.

In tutto questo non manca un altro colpo di scena, riguardante il progetto del Metropolitan Park: l'United States Tennis Association, cioè l'organismo di governo del tennis negli Stati Uniti d'America, sta cercando di far valere la "clausola di superiorità” che gli assicura protezione da "eventi concorrenti che potrebbero influire materialmente e negativamente sullo US Open", torneo del Grande slam che si svolge ogni anno per tre settimane fra agosto e settembre diversi, dalle partite della Mlb al Citi Field, e per questo pochi giorni fa ha depositato alla Corte suprema dello Stato di New York.

L'Usta, si legge sul sito iGaming business, ha dichiarato di non opporsi al progetto nel suo complesso, ma solo agli elementi che sarebbero in conflitto con il contratto di locazione. La sua causa chiede solo provvedimenti dichiarativi e ingiuntivi anziché danni pecuniari.

La causa sostiene che l'Usta abbia "ripetutamente chiesto all'amministrazione della città di condividere la bozza del contratto di locazione" con il Metropolitan Park, ma che essa "si è rifiutata di farlo".
Venerdì scorso, il giudice della Corte Suprema di Manhattan Nancy Bannon ha emesso un'ordinanza restrittiva temporanea che impedisce alla città di ratificare un nuovo accordo di pre-sviluppo (Pda) con il Metropolitan Park. Ma il portavoce del Metropolitan Park, Karl Rickett, assicura che l'accordo è stato effettivamente raggiunto con la città, che sia conforme all'ordinanza del tribunale e che tutte le parti continueranno le discussioni per il futuro.

 

Non resta che vedere come andrà a finire.