Casinò, Berna conferma: il 22 marzo non si riapre
Come previsto, i casinò svizzeri non riapriranno il 22 marzo e nessuna data è stata fissata per essa, anzi, sembra allontanarsi ancora di più visto che in quella data non si riaprirà neanche quello che si stava vagliando di riaprire.
Nella seduta del 19 marzo 2021, il Consiglio federale ha fatto il punto sulla situazione epidemiologia e il bilancio tratto è che dalla fine di febbraio essa peggiora sensibilmente. Il numero dei contagi continua a crescere. Con le cifre attuali si deve prevedere che il numero delle infezioni raddoppierà ogni 3-4 settimane. Da più giorni, tre dei quattro indicatori stabiliti dal Consiglio federale come presupposto per la seconda fase di riapertura superano i valori limite definiti: l’incidenza della malattia su 14 giorni è superiore a 200 casi su 100 000 abitanti, il tasso di positività è superiore al cinque per cento e il numero di riproduzione (1,14) è chiaramente maggiore di 1. Soltanto il tasso di occupazione dei posti letto con pazienti COVID-19 nei reparti di terapia intensiva è al di sotto della soglia stabilita.
RINUNCIA A ULTERIORI APERTURE – Per il Consiglio federale l’attuale situazione epidemiologica non consente di procedere alla seconda fase di riapertura posta in consultazione, quindi neanche delle terrazze dei ristoranti. Anche in tutti i Paesi limitrofi le cifre sono in aumento nonostante provvedimenti in parte ben più severi rispetto a quelli svizzeri. Ci sono inoltre indizi che le nuove varianti del virus, nel frattempo responsabili di oltre l’80 per cento delle infezioni, non siano soltanto più contagiose, ma anche più letali. A ciò si aggiunge che il numero delle vaccinazioni è ancora troppo basso per poter impedire una nuova impennata dei ricoveri ospedalieri. Infine, l’attuazione della nuova strategia di test non è che all’inizio.
GLI INCONTRI PRIVATI – In vista delle festività pasquali, dal 22 marzo il Consiglio federale consente incontri tra familiari o amici al chiuso con fino a dieci persone invece delle attuali cinque, inclusi i minori. È comunque ancora necessaria una grande prudenza. Si raccomanda inoltre di limitare gli incontri a poche economie domestiche e di sfruttare la possibilità di farsi testare gratuitamente prima di un incontro privato. I provvedimenti di lotta all’epidemia in vigore sono prorogati. L’obiettivo è di conservare intatti i buoni presupposti per la campagna vaccinale dei prossimi mesi e per la prossima fase di riapertura dopo Pasqua. Il Consiglio federale intende decidere sull’ulteriore procedimento il 14 aprile. La prossima fase di riapertura sarà fondata sul pacchetto di provvedimenti posto in consultazione la settimana scorsa.
I RISULTATI DELLA CONSULTAZIONE – Una netta maggioranza dei Cantoni si è dichiarata favorevole a una riapertura graduale accompagnata da appositi provvedimenti. In numerosi pareri sono in parte richiesti maggiori allentamenti, ma anche più differenziati o graduati diversamente. Praticamente tutti i partecipanti hanno chiesto di allentare il divieto dell’insegnamento presenziale nelle scuole universitarie e nei corsi di formazione continua. Tutti sostengono la riapertura delle terrazze dei ristoranti a partire dal 22 marzo, la metà dei Cantoni ha chiesto che siano riaperti anche gli spazi interni se la situazione lo consente. Non manca tuttavia chi esorta a osservare ancora per qualche tempo l’evoluzione della pandemia prima di procedere a ulteriori allentamenti. Il Consiglio federale ha discusso i pareri espressi e la dichiarazione con la quale il Consiglio nazionale chiede una riapertura più celere.
GLI INDICATORI PER EVENTUALI NUOVE RESTRIZIONI – Nella sua seduta odierna, il Consiglio federale ha inoltre discusso a partire da quando potrebbe essere preso in considerazione un nuovo inasprimento dei provvedimenti e propone un modello a tre fasi. Fintanto che non saranno state vaccinate tutte le persone appartenenti a un gruppo a rischio (prima fase), dovranno essere applicati indicatori più severi. Determinante è l’incidenza su 14 giorni che non dovrà essere superiore a 350. Altri indicatori sono il tasso di occupazione dei posti letto con pazienti Covid-19 nei reparti di terapia intensiva, i ricoveri ospedalieri e il numero di riproduzione. Questi indicatori non daranno luogo a un automatismo, ma fungeranno da base decisionale per il Consiglio federale.
Quando saranno state vaccinate tutte le persone appartenenti a un gruppo a rischio (seconda fase), potranno essere applicati indicatori meno severi. L’evoluzione dell’epidemia dovrà però essere sotto controllo.
Quando saranno state vaccinate tutte le persone che lo desiderano (terza fase), in base alle valutazioni attuali non dovrebbero più essere necessari provvedimenti di chiusura né indicatori, a meno che l’effetto delle nuove varianti del virus non lo renda necessario.