Stop ai prestiti di soldi da parte dei junket, l’industria di Macao trema
Sta facendo discutere e tremare, la proposta del governo di Macao di modificare un progetto di legge intitolato “Regime legale di concessione di credito per il gioco d'azzardo nei casinò”, in modo che ai junket – conosciuti ufficialmente come promotori del gioco – non venga più concesso questo ruolo di fornitura di credito.
Secondo quanto commentato a GgrAsia da U Io Hung, boss veterano dei junket di Macao, questa proposta sarebbe un “duro colpo” per il settore, che è già molto indebolito e ai junkets – conosciuti ufficialmente come promotori del gioco – non venga più concesso questo ruolo di fornitura di credito.
U, presidente della Macau Gaming Promoter Professionals Association, sottolinea che il credito di gioco è sempre stato uno “strumento chiave” per attirare clienti.
"Dal momento che il modello di ripartizione delle entrate per il settore dei junket è vietato e ad ogni junket con licenza è consentito lavorare con un solo concessionario di casinò alla volta, l'entità del credito concesso dai junket ai giocatori è stata ampiamente ridotta: questo è già in gran parte un problema", afferma riferendosi alle condizioni normative più severe già in vigore.
“Nell’attuale contesto economico, i profitti si sono già ridotti molto per il nostro settore: nessuno osa concedere facilmente credito ai giocatori”, prosegue U, che afferma di "non riuscire a comprendere la logica adottata dal governo per la sua ultima proposta legale.
“Se c’è ancora preoccupazione del governo per un’espansione disordinata del settore junket qui, in realtà non è più così. Il settore è già sottoposto ad un attento esame, con entrate limitate anche dall’onere della ritenuta alla fonte del 5 percento sulle commissioni pagateci dai casinò”, afferma U.
I junkets di Macao attualmente non hanno nulla a che vedere con la portata e il volume di affari che avevano nel loro periodo di massimo splendore fino a qualche anno fa. Secondo i dati ufficiali, il numero dei turisti a Macao si è ridotto del 21,7 percento su base annua, arrivando a 36 nel gennaio di quest'anno.
Si prevede che ulteriori discussioni sulla legge sul credito di gioco d'azzardo continueranno fino a febbraio del prossimo anno, seguite da una lettura finale in una sessione plenaria dell'assemblea legislativa.