Ventrici: ‘Riapertura Casinò Campione da vivere come opportunità’

Emanuela Ventrici, responsabile operativa Admiral casino Mendrisio e Locarno e co-direttrice Mendrisio, sottolinea la possibilità di creare un distretto ticinese del gaming.
Scritto da Anna Maria Rengo

Ventrici: 'Riapertura Casinò Campione da vivere come opportunità'

Grande attenzione da parte dei casinò ticinesi, a quanto sta avvenendo a Campione d’Italia, con l’ammissione della società di gestione della Casa da gioco al concordato in continuità, il che spiana la strada alla riapertura della sede. Una riapertura che avverrà entro l’anno e che cambierà, inevitabilmente, gli equilibrio del gioco in Ticino.

In che modo? La parola a Emanuela Ventrici, responsabile operativa Admiral casino Mendrisio e Locarno e co-direttrice Mendrisio assieme a Michele Marinari.

“Eravamo perfettamente a conoscenza del fatto che prima o poi il Casinò di Campione avrebbe riaperto i battenti. Colgo anzi l’occasione per manifestare tutta la nostra solidarietà alla casa da gioco campionese e a tutta la comunità che ha dovuto vivere questi anni molto difficili. Credo che sia giusto vivere la prossima riapertura del Casinò di Campione non come un rischio ma come una grande opportunità. Infatti con il ritorno all’attività di un player così importante nel nostro territorio ci sarà la possibilità di ricostituire una rilevante centralità del Canton Ticino nel mercato europeo del gaming. Noi, da parte nostra, abbiamo sfruttato questo periodo per prepararci al meglio all’evento della riapertura di Campione. Abbiamo ampliato la gamma di giochi con slot di ultima generazione e abbiamo puntato sulla fidelizzazione dei giocatori sfruttando l’eccellenza del nostro servizio. Il tutto è stato fatto migliorando sensibilmente le infrastrutture, cosa che è particolarmente evidente nelle aree slot e tavoli”. 

Quali saranno le conseguenze, in particolare, per il casino Mendrisio?

“Il Casinò di Mendrisio è sempre stato considerato una casa da gioco ‘di confine’. Un aspetto ancora più accentuato rispetto agli altri competitor ticinesi. È logico e auspicabile che un ‘casinò di frontiera’ non si dedichi solo alla clientela locale, ma che anzi proponga un’offerta di gioco e una gamma di servizi destinati soprattutto agli ospiti provenienti dall’estero. Oltretutto, credo e mi auguro che prosegua il percorso degli allentamenti delle misure anti-Covid imposte da più di un anno ai valichi di frontiera, in particolare rispetto ai limiti di libero passaggio. La pandemia, stando a quanto emerge dai dati, sta volgendo al termine ed è pertanto lecito aspettarsi un incremento significativo di giocatori provenienti dall’Italia. Questo significa che, anche con la riapertura del Casinò di Campione, le quote di mercato torneranno a crescere e dovremo essere bravi noi a progredire nell’opera di fidelizzazione dei nostri clienti e nell’acquisizione di nuovi segmenti di target”.

Lei pensa che si possa ragionare in un’ottica di distretto dell’intrattenimento nell’intera area ticinese? In che termini e coinvolgendo quali soggetti?

“Nella risposta precedente avevo accennato a questo discorso. Il Canton Ticino, con quattro case da gioco nello spazio di pochi chilometri, è uno dei territori d’Europa con la più elevata concentrazione di Casinò. Questo non deve essere vissuto come un limite concorrenziale, bensì come una grande opportunità, cioè quella di creare finalmente un importante polo internazionale dell’intrattenimento e in particolare del gaming. Noi, come Admiral, abbiamo il vantaggio di poter gestire il 50 percento delle strutture del territorio ticinese e di poter sviluppare link e sinergie tra la nostra casa da gioco di Locarno e quella di Mendrisio. Diciamo dunque che siamo già predisposti e inclini a questo tipo di filosofia gestionale e di targhettizzazione del destinatario del prodotto. Non sarebbe dunque molto complicato estendere il modello di business dal gaming alle altre forme di entertainment”. 

I Casinò di Mendrisio e di Locarno intendono puntare sul gioco online?

“Non escludiamo a priori di entrare nel mercato dell’online, ma al momento siamo ancora in fase di valutazione”.

A due mesi dalla riapertura, che bilancio tracciate dell’andamento dei due casinò?

“Siamo soddisfatti di questa seconda ‘ripartenza’ nonostante tutte le difficoltà legate alle conseguenze della pandemia. Conseguenze che si sono riverberate soprattutto sui giocatori di provenienza italiana. Per questo motivo abbiamo puntato in particolar modo sugli ospiti residenti in Ticino, che sono sempre più numerosi. Abbiamo sempre garantito misure di sicurezza in linea con le disposizioni governative e questo ha notevolmente accresciuto la fiducia dei giocatori nei confronti della nostra struttura. Anche per questo motivo è cresciuto l’interesse dei visitatori, spinti da un sempre crescente desiderio di ‘ritorno alla normalità’. E perché no, al divertimento. L’ obiettivo è chiudere questo 2021 continuando a soddisfare le esigenze dei nostri ospiti e trovare nuovi modi per farli divertire sempre di più”.