Casinò di Sanremo: omaggio a Montale nel centenario dei suoi ‘Ossi di seppia’

Il casinò di Sanremo, in collaborazione con il Gabinetto scientifico-tecnico del Vieusseux, celebra il centenario della prima silloge di Montale. Una mostra di documenti originali da Firenze aperta fino al 9 novembre.
Scritto da Redazione

Il 14 ottobre, alle ore 16:30, il Teatro dell'Opera del casinò di Sanremo ospita una tappa speciale dei Martedì Letterari dedicata al centenario della silloge "Ossi di Seppia" di Eugenio Montale. L'evento, curato da Marzia Taruffi in collaborazione con il Gabinetto scientifico-letterario del Vieusseux, celebra i cento anni dall'uscita della prima raccolta del poeta ligure, pubblicata nel 1925.

Alle ore 16:00, nel foyer del Teatro dell'Opera, verrà inaugurata un'esposizione curata dalla dottoressa Elisa Martini. Saranno esposti libri e documenti originali riguardanti la silloge provenienti dalla collezione del Gabinetto di lettura del Vieusseux di Palazzo Strozzi a Firenze. L'esposizione rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 9 novembre, offrendo l'opportunità di ammirare materiali d'epoca legati a una delle opere più significative della letteratura italiana del Novecento.

L'incontro delle ore 16:30 vedrà la partecipazione di relatori di prestigio. Interverranno il professor Francesco De Nicola, l'onorevole Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto scientifico-letterario del Vieusseux, e il dottor Michele Rossi, direttore del Gabinetto scientifico-letterario del Vieusseux. La collaborazione con l'istituzione fiorentina sottolinea l'importanza dell'evento e il valore storico dei documenti che saranno esposti.

L'ingresso all'evento è gratuito fino a esaurimento posti, permettendo a un vasto pubblico di partecipare alla celebrazione di questo importante anniversario letterario.

"OSSI DI SEPPIA": LA PRIMA RACCOLTA DI MONTALE – "Ossi di Seppia" è la prima raccolta di Eugenio Montale. L'opera vide una prima pubblicazione nel 1925 per mano dell'amico editore Piero Gobetti, e fu successivamente riedita nel 1928 con l'aggiunta di alcune poesie, sempre in linea con il tono esistenzialista e fortemente realista della prima edizione.

Il titolo scelto dal poeta è espressione del sentimento di solitudine nel rapporto con la realtà che caratterizza la prima parte della sua opera. Montale rifiuta la tradizione con la fusione tra l'io poetico e il mondo naturale, così che il paesaggio ligure diventa nudo e desolato come un osso di seppia. Il sole è una presenza costante che grava su tutto ciò che raggiunge. Il paesaggio naturale e animale che l'occhio del poeta descrive è il simbolo del suo disagio esistenziale. Il poeta non riesce più a utilizzare la poesia per spiegare realmente la vita e il rapporto dell'uomo con la natura: la realtà stessa appare incomprensibile.

Montale ha necessità di esprimere questa percezione negativa del suo vivere, scegliendo volutamente un paesaggio spoglio ed essenziale, e un linguaggio poetico che si modella su questa profonda inquietudine personale. Solo di tanto in tanto si respira un anelito di speranza, che si frange nel "male di vivere" e in liriche eterne come "I limoni", "Non chiederci la parola" e "Meriggiare pallido e assorto".

 

Martedì 21 ottobre alle ore 16:30, i Martedì Letterari proseguiranno con il ciclo "La cultura della legalità". Claudio Clemente, già comandante dei Nocs della Polizia di Stato, presenterà "La notte di Riofreddo. La vera storia dell'operazione Soffiantini", un'opera che ricostruisce uno dei casi di cronaca più complessi della storia italiana recente.