Caparra per Villa Mimosa, la disputa finisce in tribunale

Il Comune di Campione citato in giudizio per la vicenda sulla caparra versata per il mancato acquisto di Villa Mimosa.
Scritto da Redazione

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Doveva diventare un casinò per la clientela cinese dal suggestivo nome di Dragon, e invece si è rivelata una tra le spine al fianco del Comune di Campione d'Italia. Parliamo naturalmente di Villa Mimosa, lo stabile di proprietà comunale che si voleva vendere per risanare almeno in parte i conti dell'ente. L'accordo sembrava fatto, ma, dopo non poche difficoltà e polemiche, l'acquirente, la società Euro Tecnica Sviluppo, aveva deciso di recedere dal rapporto. Ma la vicenda non è ancora finita, e anzi ora si apre una nuova fase, nelle aule del tribunale.

Il Comune di Campione d'Italia è stato infatti citato in giudizio, nella persona del sindaco Roberto Canesi, davanti al tribunale di Como. 
Oggetto del contendere è la caparra confirmatoria che la società Euro Tecnica Sviluppo aveva versato e che ora chiede indietro, doppia, a titolo di risarcimento danni. Quella versata è pari a 200.500 franchi ed è stata trattenuta dall'organo straordinario di liquidazione, Luca Corvi, con la stessa deliberazione con la quale dichiarava decaduta l'aggiudicazione del bene. La caparra, come si legge in una delibera del Comune di Campione, era stata trattenuta “così come previsto nelle condizioni sottoscritte da Euro Tecnica e Sviluppo Srl, in particolare al punto c.8) del Modulo di offerta dell’Avviso pubblico”.

Il Comune di Campione d'Italia aveva già dato incarico a un legale di seguire la complessa vicenda, ma il ricevimento della citazione in giudizio la complica ulteriormente. Da qui l'ulteriore conferimento del patrocinio legale allo stesso avvocato milanese nel procedimento legale aperto da Euro Tecnica Sviluppo.