Casinò, Francia nel caos dopo la caduta del governo Bayrou: incertezza su tasse e online
Casinò in Francia nel caos dopo la caduta del governo Bayrou: è questo il clima che si respira nel mondo del gioco pubblico francese, scosso dalla recente crisi politica che ha portato alla defenestrazione del primo ministro François Bayrou, sfiduciato dal Parlamento l’8 settembre 2025. Una svolta che ha lasciato il comparto dei casinò, del poker, dell’ippica e dell’online in un limbo normativo e fiscale, con forti timori per il futuro.
Bayrou era considerato uno dei pochi interlocutori favorevoli al settore del gioco, soprattutto per la sua posizione critica verso l’aumento delle imposte e per il tentativo di escludere le corse ippiche dalle nuove tassazioni. La sua caduta ha riacceso le tensioni, già esplose nei mesi precedenti con l’annuncio di una sovrattassa sulle aziende con fatturato superiore ai 3 miliardi di euro, destinata a raccogliere circa 8 miliardi di euro per ridurre il deficit pubblico. Una misura che avrebbe portato l’imposizione fiscale fino al 40 percento per i maggiori contribuenti, tra cui figurano anche i principali operatori del gioco.
Il settore dei casinò, che conta 202 strutture in Francia, ha reagito con preoccupazione. Già a luglio 2025, durante un’audizione al Senato, i vertici del comparto avevano chiesto al governo di rivedere il piano fiscale e di avviare finalmente la regolamentazione del mercato online. Tra i protagonisti di quell’incontro figuravano Grégory Rabuel, amministratore delegato di Barrière Groupe e presidente di Casinos de France, Nicolas Béraud, Ceo di Betclic e presidente del gruppo commerciale Afjel, e Stéphane Pallez, Ceo di Fdj United.
Rabuel, come aveva riportato qualche giorno fa anche Gioconews, è tornato a esprimere la sua posizione nel programma televisivo “La France bouge”, sottolineando come l’instabilità politica stia danneggiando l’economia e scoraggiando gli investimenti. “Le autorità pubbliche sono distanti dalla realtà delle imprese. Vogliono tassare i più ricchi, ma presto non ce ne saranno più”, ha dichiarato, aggiungendo che la situazione potrebbe compromettere anche le prenotazioni turistiche per le vacanze di Ognissanti e Natale.
Il tema della regolamentazione degli online casino è tornato al centro del dibattito, con una recente audizione al Senato che ha dato voce agli operatori digitali. Nicolas Béraud ha evidenziato come gli operatori francesi siano già gravati da una pressione fiscale vicina al 70 percento del loro GGR, considerando anche l’Iva, la tassa sui media e il diritto di scommessa. “Questi livelli di tassazione contrastano con il 20 percento o 35 percento di molti altri mercati europei”, ha sottolineato.
Nonostante la posizione prudente dei casinò tradizionali, Rabuel ha chiarito che, qualora la regolamentazione dell’online casino venisse approvata, le strutture sarebbero pronte ad adattarsi. Un’apertura che si inserisce nel contesto di analisi come quella di Gaming&Co, secondo cui il settore francese è in attesa di una svolta normativa.
Sul fronte politico, l’incertezza è totale. Il nuovo primo ministro, Sébastien Lecornu, ha proseguito nella giornata di ieri, 11 settembre, le sue consultazioni politiche, incontrando, come riferisce Le Figaro, il cosiddetto "nocciolo comune". Il capo del governo proseguirà poi con incontri bilaterali con ciascuno dei presidenti delle due assemblee: Yaël Braun-Pivet per l'Assemblea nazionale, e Gérard Larcher per il Senato, mentre le opposizioni saranno convocate in un secondo momento.
Resta da capire se il nuovo governo sarà in grado di dare risposte concrete al settore del gioco pubblico. Come già accaduto in altri Paesi nel 2025, anche un piccolo cambiamento politico può avere effetti dirompenti sull’intero impianto normativo del gioco. Il comparto attende, con nervosismo, di sapere se il futuro sarà segnato da nuove tasse o da una vera riforma. E intanto, come ha detto Rabuel, “serve un Big Bang che rimetta i francesi al centro delle loro responsabilità”.