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La nuova sentenza del Tar Lazio su legittimità tassa dei 500 milioni

  • Scritto da Redazione

Il Tar Lazio boccia il ricorso di un concessionario su legittimità costituzionale della 'tassa da 500 milioni' sugli apparecchi da gioco introdotta con la legge di Stabilità 2015.

Con una sentenza il Tar Lazio in parte respinge ed in parte dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse il ricorso di un concessionario contro l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, il ministero dell’Economia e delle finanze e la Presidenza del Consiglio dei ministri per l'annullamento del "decreto direttoriale n. 388 del 15 gennaio 2015 con il quale il direttore dell’Agenzia, nel dare attuazione alla legge di Stabilità, preso atto della disposta riduzione di 500 milioni di euro su base annua, a decorrere dall’anno 2015, delle risorse statali a disposizione, a titolo di compenso dei concessionari e dei soggetti che, secondo le rispettive competenze, operano nella gestione e raccolta del gioco praticato mediante apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, del testo unico di cui al r.d. 18 giugno 1931, n. 773 ha definito il numero degli apparecchi riferibili a ciascun concessionario; ripartito il versamento annuale di 500 milioni in maniera proporzionale al numero di apparecchi, sì da stabilire che il concessionario ricorrente debba procedere per l’anno 2015 al versamento di 29.388.542,54 euro; stabilito che ciascun concessionario deve effettuare il versamento nella misura del 40 percento dell’importo annuale allo stesso riferibile ai sensi dell’art. 2 entro il 30 aprile 2015". 

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La sentenza del Tar Lazio su legittimità tassa dei 500 milioni
 
Il Tar Lazio boccia ricorso di un concessionario su legittimità costituzionale della 'tassa da 500 milioni' sugli apparecchi da gioco introdotta con la legge di Stabilità 2015.
 
 
 
Con una sentenza il Tar Lazio in parte respinge ed in parte dichiara improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse il ricorso di un concessionario contro l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, il ministero dell’Economia e delle finanze e la Presidenza del Consiglio dei ministri per l'annullamento del "decreto direttoriale n. 388 del 15 gennaio 2015 con il quale il direttore dell’Agenzia, nel dare attuazione alla legge di Stabilità, preso atto della disposta riduzione di 500 milioni di euro su base annua, a decorrere dall’anno 2015, “delle risorse statali a disposizione, a titolo di compenso dei concessionari e dei soggetti che, secondo le rispettive competenze, operano nella gestione e raccolta del gioco praticato mediante apparecchi di cui all’art. 110, comma 6, del testo unico di cui al r.d. 18 giugno 1931, n. 773 ha definito il numero degli apparecchi riferibili a ciascun concessionario; ripartito il versamento annuale di 500 milioni in maniera proporzionale al numero di apparecchi, sì da stabilire che il concessionario ricorrente debba procedere per l’anno 2015 al versamento di 29.388.542,54 euro; stabilito che ciascun concessionario deve effettuare il versamento nella misura del 40 percento dell’importo annuale allo stesso riferibile ai sensi dell’art. 2 entro il 30 aprile 2015". 
 
 
 
 
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