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Umbria, Molinaro (Cnr): 'Giocatori a rischio Gap sotto l'1 percento'

  • Scritto da Fm

La ricercatrice del Cnr, Sabrina Molinaro, ha evidenziato la bassa incidenza del Gap in Umbria nel corso di un convegno su prevenzione e contrasto del fenomeno a Todi.

 

Mentre in Consiglio regionale è in ballo la modifica della vigente legge dell'Umbria sul Gap ed è stato appena attivato il numero verde dedicato, il 23 giugno a Todi (Pg)  politici, operatori del sociale e della sanità si sono dati convegno per fare il punto su prevenzione, contrasto e cura del fenomeno, fra esperienze e prospettive. Dalle prime battute di questo incontro a emergere è un dato portato alla luce da Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche, responsabile di numerosi e dettagliati studi sulla questione: "In Umbria la percentuale dei giocatori cosiddetti 'problematici' è talmente bassa da non poter essere rilevata, mentre quella dei soggetti 'a rischio moderato' è pari al 5,6 percento (contro dati nazionali rispettivamente del 1 e del 4 percento".


La ricercatrice ha poi passato in rassegna le abitudini di gioco degli umbri, evidenziando che la percentuale di quanti hanno giocato almeno una volta l'anno è pari al 42 percento (in perfetta media nazionale), principalmente a gratta e vinci e lotto istantaneo, poi alle scommesse sportive, al bingo e alla tombola, spendendo una media di 10 euro al mese (per l'8 percento), fra 11 e 50 (per il 30 percento) e oltre 50 (per l'8 percento).
 
Si gioca soprattutto nei bar e nei tabacchi o a casa propria o di amici, quindi online, sottolinea Molinaro, e quest'ultima abitudine ha fatto presa soprattutto "fra i più giovani,anche quelli che non dovrebbero giocare in quanto minorenni, che rispondendo ad una serie di questionari somministrati nelle scuole hanno detto di utilizzare a questo scopo principalmente lo smartphone o il tablet: lo fa il 35 percento maschi e il 27 percento delle femmine gioca online con lo fra i 15 e i 19 anni".

Proprio per questo motivo, oltre alle campagne di informazione e prevenzione nelle scuole, che - è stato dimostrato - "fra il 2007 e il 2014 hanno portato a una decisa diminuzione della diffusione del Gap fra i giovanissimi, è necessario mantenere il cosiddetto 'parental monitoring', vale a dire il controllo guidato dei propri figli, che spesso utilizzano piattaforme estere, fuori dal monitoraggio dei Monopoli di Stato" , conclude la ricercatrice.
 
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