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Cardia: 'Riordino giochi, valutare questione territoriale'

  • Scritto da Sara Michelucci

L'avvocato Geronimo Cardia al convegno "Gli italiani e il gioco d'azzardo" evidenzia l'effetto espulsivo dei distanziometri regionali.

Roma - "Dal 2011 il problema di cui stiamo parlando inizia a palesarsi, con la richiesta nei vari tribunali della sospensione, delle varie ordinanze comunali, che infliggono alle sale giochi limitazioni attraverso distanziometri, limiti orari o divieto di pubblicità. Su questo punto il Comune di Napoli ha messo in atto quanto fatto in precedenza dalla Liguria, con il tribunale che ha stabilito che non è possibile un divieto assoluto di pubblicità sul gioco. Sugli orari stiamo chiedendo che il provvedimento di riduzione sia fattibile e fatto bene, costatando la sempre maggiore consapevolezza da parte della giurisprudenza di vedere rispettato il principio di proporzionalità e la crescente richiesta di istruttorie adeguate e mirate".

A sottolinearlo è l'avvocato Geronimo Cardia, legale esperto di gioco, nel corso del convegno "Gli italiani e il gioco d'azzardo: la percezione, le analisi, il Gap e le nuove regole", il 28 marzo a Roma.

"Io non faccio mai una distinzione tra gioco e gioco, ma tra gioco legale e illegale. La parte interessante sul distanziometro, poi, ha messo in evidenza che dopo un periodo 'buio', si è arrivati ad annullare alcuni provvedimenti esagerati, come quello di Bologna con un distanziometro di mille metri. Restano poi tutti i distanziometri imposti dalle leggi regionali. In questo caso occorre che si pronunci la Corte Costituzionale. Un gestore ci è riuscito portando la legge della Puglia di fronte a tali giudici. Siamo riusciti a mettere in evidenza come la necessità di arrivare a una regolamentazione nazionale c'è e si sta portando avanti. Il giudice relatore ha messo un evidenza la questione interessante dell'effetto espulsivo e avremo a breve la sentenza", conclude il legale, autore proprio su questo tema del libro "La questione territoriale" (edito da Gn Media) .
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