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Divieto pubblicità gioco, Iap: 'Regolamento, tavolo fra Agcom, Mef e Adm'

  • Scritto da Fm

In vista del varo di un necessario regolamento sul divieto di pubblicità al gioco, lo Iap chiede una linea di azione coordinata fra Agcom, Mef e Adm.

 

Fatto il divieto di pubblicità al gioco ora è il momento di applicarlo. Come? È la domanda che si pongono molti operatori del settore ma anche le autorità preposte al controllo dei messaggi pubblicitari.
Fra questi anche lo Iap, l'ente privato che regolamenta la comunicazione per una corretta informazione, che offre il suo punto di vista a Gioconews.it attraverso il suo segretario generale, Vincenzo Guggino.


Come si relaziona lo Iap in merito gli ambiti di applicazione del divieto di
pubblicità al gioco previsto dal decreto Dignità?
"L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria in termini generali è contrario ai ‘total ban’,
ovvero il divieto assoluto fissato per legge di fare pubblicità in un determinato
settore. Nel caso del gambling, ad esempio, la pubblicità permette in modo
immediato di riconoscere le aziende autorizzate in Italia a svolgere tale attività e
comprendere le modalità del gioco stesso. In altre parole, riteniamo che sia meglio
una regolamentazione, anche molto stringente, com’è l’articolo 28ter del nostro Codice sulla pubblicità del gioco, che un divieto assoluto. Detto questo è altresì vero che il nostro Istituto può regolamentare fin dove vi sia uno 'spazio bianco' lasciato libero
dallo Stato. Nel momento in cui lo Stato vieta la pubblicità ad un settore merceologico occorre prenderne atto e adeguarsi".
 
 
Avete previsto o metterete in atto delle linee guida su tale misura? Vi state muovendo per il controllo del rispetto di tali misure da parte degli operatori del gioco?
"Nella materia della pubblicità del gioco con vincita in denaro l’Istituto ha svolto e svolge un buon lavoro. Per primi, nel 2012, abbiamo varato una norma che perimetrava il campo della liceità, da un lato, e sanzionato chi non rispettava le regole, inoltre abbiamo realizzato un lavoro di prevenzione attraverso l’analisi delle campagne pronte per essere lanciate e ne abbiamo verificato la correttezza.
Forse prima di varare le misure contenute nel cosiddetto 'decreto Dignità' relativamente alla pubblicità del gioco, si sarebbe potuto tener conto del lavoro da noi svolto e magari valorizzare, in particolare, quest’azione preventiva che l’Autodisciplina può svolgere.
Chissà, vista la genericità della disposizione attuale, se in sede di varo di un necessario regolamento ci si possa sedere ad un tavolo con Agcom, Ministero e Adm concordando una linea di azione coordinata, magari attivando, se ritenuto dalle parti, l’accordo quadro stipulato a giugno  dallo Iap con Agcom per il controllo delle comunicazioni commerciali".
 
 

Ci sono dati sulla quantità degli operatori coinvolti?
"Nel biennio 2016-2017 il Comitato di Controllo Iap ha esaminato preventivamente 145 messaggi, ne ha archiviati 18 (15 perché risultati conformi alle norme del Codice, e 3 a seguito della modifica del messaggio da parte dell’inserzionista, su richiesta del Comitato) e ne ha bloccati, ricorrendo al provvedimento inibitorio, 4".
 
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