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Cocaina in sala scommesse: un arresto e locale chiuso per 15 giorni

  • Scritto da Redazione

Chiusa per spaccio di cocaina una sala scommesse di Mantova, in caso di nuove violazioni scatterà la revoca definitiva della licenza.

 

“Da più parti la situazione che si era venuta a creare era stata segnalata come ormai insostenibile da parte della cittadinanza: il nostro intervento, quindi, ha voluto porre fine ad una consolidata attività di spaccio di cocaina gestito all’interno di un locale che più volte si è dimostrato problematico sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica. Ho ritenuto la sospensione della licenza un provvedimento idoneo a far cessare, si spera definitivamente, questo genere di illegalità”.

Così il questore di Mantova, Paolo Sartori, commenta la vicenda che ha visto protagonista una sala scommesse della città, chiusa dagli agenti della Squadra mobile per spaccio di cocaina con l’immediata sospensione della licenza per un periodo di 15 giorni.

 

Nel corso di un’attività investigativa di polizia piudiziaria la sala scommesse è stata "circondata e sottoposta ad una operazione straordinaria di controllo e verifica dei presenti all’interno del locale, nonché di accertamento e documentazione di attività specifiche di spaccio di sostanze stupefacenti", si legge in un comunicato diramato dalla Polizia.
 
Al momento dell’accesso degli agenti nel locale "vi erano una quindicina di persone, otto delle quali conosciute alla Polizia in quanto aventi a carico numerosi precedenti penali. L’attenzione degli agenti si indirizzava nei confronti di uno di essi, pregiudicato, clandestino in Italia ma non espellibile allo stato degli atti in quanto sposato con una cittadina italiana, titolare di un bar nel centro cittadino. Al momento del controllo, mentre stava giocando ad una slot machine, l'uomo ha iniziato a mostrare particolare nervosismo. Gli investigatori, insospettiti, hanno quindi proceduto alla sua perquisizione personale, che ha consentito di rinvenire nelle sue tasche 1700 euro in contanti, dei quali non riusciva a darne una immediata spiegazione. Una ulteriore verifica alla macchina da gioco ha portato alla scoperta, nascosti nel retro, di 16 involucri di cocaina già confezionati e pronti allo spaccio. 
Quest’ultimo ritrovamento ha fatto scattare un successivo provvedimento di perquisizione domiciliare, che veniva effettuata nell’abitazione dell'uomo.
Nel corso di questa operazione gli Agenti della Squadra Mobile hanno rinvenuto altra sostanza stupefacente, in particolare più di 130 grammi di cocaina e circa 7 grammi di hashish", recita ancora il comunicato.
 
 
Le successive indagini hanno consentito di documentare come la sala scommesse "venisse sistematicamente utilizzata da spacciatori per lo più stranieri quale punto di contatto e di incontro per lo spaccio di cocaina.
Il clandestino è stato, quindi, arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e ristretto nella casa circondariale di Mantova; l’Autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto e ne ha disposto la custodia cautelare in carcere".
 
 
La sala scommesse chiusa dalla Polizia "non è nuova nell’essere al centro di problematiche afferenti all’ordine e la sicurezza pubblica: più volte, infatti, le forze dell’ordine sono dovute intervenire per identificare soggetti con a carico numerosi precedenti penali, ovvero per sedare contrasti di varia natura, nonché per atti di danneggiamento avvenuti nelle adiacenze ad essa.
Il 22 ottobre dello scorso anno il questore Sartori ne aveva disposto la sospensione immediata della licenza per 15 giorni in quanto, durante un controllo, era stato sorpreso un minore intento a giocare d’azzardo.
Alla luce di quanto avvenuto in passato, della gravità della situazione attuale e dagli esiti delle indagini effettuate dagli agenti della Squadra mobile il questore Sartori ne ha disposto l’immediata sospensione della licenza per un analogo periodo di 15 giorni, in base all’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.
In caso di terza violazione di norme che regolano questo genere di attività, ovvero di fatti che possono turbano l’ordine e la sicurezza pubblica, il questore potrà revocare definitivamente la licenza".
 
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