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Emilia Romagna, lavoratori del gioco in piazza: la cronaca di GiocoNews

  • Scritto da Fm

La cronaca della giornata del 3 dicembre, fra lavoratori in piazza e consiglio regionale riunito. Sul piatto la proroga della legge sul gioco e la tutela dei licenziati.

Bologna - "Molta gente, molte presenze, ma niente di buono".

È il commento di Bruno Brenta, membro del Comitato direttivo nazionale del Sindacato totoricevitori sportivi, aderente alla Federazione italiana tabaccai, a riassumere lo stato d'animo che caratterizza i partecipanti alla manifestazione indetta a Bologna oggi, 3 dicembre, per chiedere al Consiglio di bloccare la legge dell'Emilia Romagna, che minaccia di espellere dal territorio oltre il 90 percento del gioco legale esistente.

Tanti, appunto, almeno 1000, con cartelli colorati e colmi di messaggi all'indirizzo di giunta e consiglio regionale ma forse un po' rassegnati al proprio destino.

 

Ecco la cronaca della giornata, minuto per minuto.
 
Ore 17.30È Bruno Brenta di Sts – Fit a raccontare nei dettagli gli esiti dell'incontro con Bonaccini. "Bonaccini è stato molto onesto e lineare nel suo discorso. Stamattina il consigliere Facci ha presentato un emendamento che poi è stato ritirato, come pure quello presentato in antitesi da Bertani, vista la disponibilità del governatore abbiamo ritenuto di riconsiderare la cosa, soprattutto per evitare la perdita dei posti di lavoro ma anche in attesa del riordino statale di tutto l'ordinamento inerente i giochi. Bonaccini si è riservato 15 giorni di tempo per prendere una decisione sulla possibile proroga della chiusura delle attività e riceverà nuovamente tutti gli operatori del settore entro il 18 dicembre. Abbiamo messo sul tavolo la proroga della chiusura delle attività o per sei mesi o per un anno.
È importante che ci abbia ricevuto e ci abbia messo la faccia, poi vedremo. Intanto continuiamo a sperare".
 
Ore 17 - Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha incontrato i rappresentanti delle associazioni dei lavoratori del gioco e dei sindacati, manifestando l'intenzione di convocare un nuovo incontro entro 15 giorni per rispondere alle richieste di proroga della normativa.
 
Ore 15.44 – Anche il candidato alle elezioni regionali del 2020, Marco Lisei (attualmente capogruppo di Fratelli d'Italia al consiglio comunale di Bologna) prende posizione circa gli emendamenti al Bilancio presentati in consiglio regionale. "L'attuale normativa regionale mostra delle criticità che vanno migliorate che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro. È evidente che non si può rimanere insensibili di fronte al tema lavoro e alle preoccupazioni di queste famiglie verso le quali, comunque, va tutta la nostra solidarietà. Se la proroga può servire a raggiungere soluzioni più equilibrate ed efficaci e soprattutto uniformi alla normativa nazionale va evidentemente perseguita, anche perché sarebbe comunque un segnale di attenzione verso i lavoratori ed attività che oggi risultano, a tutti gli effetti, autorizzate. E che non inficerebbe la successiva entrata in vigore dello strumento legislativo".
 
Ore 15.30 - Mentre in consiglio regionale si continua a discutere, il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha convocato per un incontro una rappresentanza dei manifestanti. L'incontro dovrebbe essere imminente e vedere la partecipazione delle associazioni e delle sigle sindacali.
 
 
Ore 15 - Dai banchi della minoranza arriva un nuovo emendamento in materia di gioco alla legge di Bilancio, presentato dal consigliere Andrea Bertani, del Movimento cinque stelle. "L’articolo 41 della Costituzione ci dice che l’iniziativa economica privata è libera, però non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità delle persone. Questo è il motivo per il quale la legge sull’azzardopatia è stata introdotta in questa regione, perché noi avevamo un’offerta pervasiva e continua di gioco d’azzardo. Quella legge, e quindi tutta una legge che interviene in modo multifattoriale ad un problema che è multifattoriale, contiene anche un punto che è quello del distanziometro. L’applicazione di quel punto effettivamente sta creando dei problemi dal punto di vista lavorativo e allora dal punto di vista lavorativo quei problemi vanno affrontati, sicuramente non introducendo deroghe e proroghe.
L’emendamento che abbiamo presentato, a nome del Movimento 5 Stelle, chiede di istituire dei tavoli di confronto con i sindacati, che mi sembra che ancora in Regione non si siano presentati se non solo si siano presentati i proprietari delle sale Vlt o del settore, i lavoratori non mi sembra siano stati rappresentati dai loro sindacati e quindi noi chiediamo che il tavolo di lavoro venga fatto anche con le rappresentanze sindacali e che vengano, anche qui coinvolgendo il ministero, attivati tutti gli ammortizzatori sociali che servono quando c’è uno stato di crisi, perché in alcune zone effettivamente si configura uno stato di crisi, però non tornando indietro sulla tutela della salute dei cittadini. Del resto, lo dice la nostra Costituzione, lo dice l’articolo 41 che prima di tutto viene la tutela della salute dei cittadini, e noi sappiamo che nella nostra regione, come in altre regioni, il problema di un’offerta esagerata ha causato una crescita di azzardopatia, mettendo in crisi migliaia di persone e tutte le loro famiglie, facendo perdere il lavoro a tante altre persone. Quindi, l’equilibrio nell’applicazione sicuramente ci va, ma su questo non si può tornare indietro".
 
 
Ore 13 - Durante la discussione in consiglio regionale è intervenuto Paolo Calvano, consigliere del Partito democratico. "Non lasceremo indietro nessuno. Eravamo disponibili a confrontarci, in presenza di un’azione unitaria, anche con tutte le altre forze. Perché ho detto in presenza di un’azione unitaria? Perché è ovvio che quando c’è una protesta c’è chi prova a cavalcarla, però questa norma, quella che modifica la legge sul gioco d’azzardo, e che introduce il distanziometro è stata votata da Forza Italia, da Fratelli d’Italia, dalla Lega, certamente dal Pd e dalla maggioranza e dal Movimento 5 Stelle. Allora, se c’è chi ci ha ripensato, perché, invece di agire senza confrontarsi, ha deciso di agire in modo autonomo, rendendo più complicata ogni decisione, rendendo più difficile ogni percorso? E mi dispiace, perché si è persa un’opportunità che noi mettevamo sul tavolo. Ma se si è persa questa opportunità per noi non significa fermarci, ma significa tenere aperto un confronto, perché in questi anni ho imparato che si possono cercare soluzioni per provare a tenere insieme tutto, la dignità e la necessità dei lavoratori, ma anche la necessità che abbiamo di agire su una piaga sociale che esiste, che c’è, che tocca migliaia e migliaia di famiglie e sulla quale non possiamo non prenderci e avere una responsabilità sociale da poter portare avanti".
 
 
Ore 12 – Durante la discussione della legge di Bilancio, come promesso il consigliere Michele Facci ha presentato un emendamento per tutelare i lavoratori del gioco penalizzati dalla legge regionale.
"Tengo solo a precisare fin d’ora un emendamento, che ho depositato e che è già stato distribuito, che riguarda le modifiche alla legge n. 5 del 2013. È un emendamento che cerca di sensibilizzare un’amministrazione con tutta evidenza cieca e sorda a qualsiasi istanza del settore, che ha avuto su questo tema un approccio palesemente parziale e ideologico, che confonde il gioco legale con il gioco illegale e che, nella sacrosanta, lo ripeto, lotta alla ludopatia, non si accorge che occorre effettuare differenziazioni, che il primo soggetto che su queste tematiche incassa denari e non si pone alcuno scrupolo, è proprio lo Stato, a partire dal gioco del lotto e dei suoi derivati, dei gratta e vinci, e così via.
L’emendamento vuole porre l’attenzione su un settore che a mio avviso è stato ingiustamente colpevolizzato nella sua interezza, senza operare, come ho detto, alcun tipo di differenziazione, e che stando alle ultime stime impiega in Regione circa 8.000 persone, che oggi rischiano di perdere il loro posto di lavoro per l’applicazione troppo severa della normativa, tra l’altro, in assenza di una legge-quadro nazionale che metta chiarezza e uniformità nel settore, per evitare sperequazioni anche a livello territoriale.
Mi riservo i pochi ulteriori interventi per dichiarazione di voto nei minuti successivi, però tenevo a precisare un emendamento che ritengo molto importante, e che dovrebbe a mio avviso ricevere una significativa, quantomeno un’apertura da parte della maggioranza, che dimostrerebbe prima di tutto sensibilità e attenzione, soprattutto rispetto al mondo del lavoro e all’occupazione che vi è dietro il settore del gioco lecito".
 
IL TESTO DELL'EMENDAMENTO - Secondo il testo che Gioconews.it ha potuto visionare, l'emendamento chiede l'inserimento dell'articolo 7 ter: "La Giunta regionale, con apposito atto, individua i procedimenti e le forme più idonee per impedire le gravi conseguenze occupazionali derivanti dall'applicazione della presente legge, con la quale la Regione Emilia Romagna ha disciplinato in via limitativa l'offerta di gioco pubblico nel territorio regionale.
Il provvedimento amministrativo, da adottarsi entro 120 giorni dall'approvazione della legge di modifica, potrà prevedere sia forme di sostegno economico per i lavoratori interessati, da armonizzarsi con il bilancio e con gli equilibri del medesimo, sia interventi correttivi nell'applicazione degli strumenti e dei criteri attualmente considerati, come il cosiddetto 'distanziometro', così come potrà prevedere un'eventuale proroga dell'entrata in vigore degli effetti esecutivi della normativa regionale, anche in correlazione con una nuova legge nazionale di riordino del settore".
 
Ore 10 - È in corso il consiglio regionale, dove il consigliere del Movimento sovranista Michele Facci presenterà un emendamento alla legge di Bilancio per ottenere "l'attivazione di misure di salvaguardia" per i lavoratori licenziati a seguito della piena entrata in vigore della legge sul gioco, gli operatori giocano l'ultima carta: un nuovo incontro con la Giunta, per chiedere la proroga della normativa per un anno.
Un ultimo tentativo, dopo l'incontro di ieri, conclusosi con un secco "niet" a qualsiasi dietrofront.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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