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Coronavirus: sale da gioco chiuse in Lombardia, presto in altre regioni

  • Scritto da Ac

Le misure di emergenza stabilite dal Governo e dalle autorità locali per contenere la diffusione del Coronavirus cambieranno le abitudini degli italiani. Ecco le principali limitazioni che impattano sul gioco.

Le misure disposte da Governo e Regioni per contenere la diffusione del Coronavirus e ridurre i rischi di contagio impattano anche sul comparto del gioco pubblico. A partire dalla Lombardia: primo territorio ad adottare disposizioni particolarmente restrittive. In particolare, nell’ordinanza adottata dalla regione, valida fino al 1° marzo e prorogabile per altri sette giorni, prevede, oltre alla chiusura delle scuole, alla sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo (le palestre quindi saranno chiuse), religioso (funerali e i matrimoni possano essere celebrati, ma con la presenza dei soli parenti stretti), anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, e la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, dei concorsi, e la chiusura dopo le ore 18 dei luoghi commerciali di intrattenimento.

Mentre i servizi pubblici restano attivi e i negozi aperti: anche se dallo scorso fine settimana i supermercati sono stati letteralmente presi d'assalto per la caccia alle scorte da parte della cittadinanza, con lunghe file all'ingresso e scaffali svuotati in poche ore.
 
COSÌ NELLE ALTRE REGIONI - Oltre alla Lombardia, anche Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna hanno adottato un provvedimento simile a quello della Lombardia. Scuole chiuse e gite sospese anche in Trentino e in Friuli Venezia Giulia, dove sono sospese anche le manifestazioni.
Con le principali restrizioni che riguardano gli undici comuni considerati zone rosse: Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano in Lombardia, Vo’ Euganeo in Veneto. Il decreto del Governo prevede, oltre ai divieti di spostamento, l’obbligo di “dispositivi di protezione individuale” per l’accesso ai servizi pubblici e agli esercizi commerciali. Sale giochi comprese.
 
I DIVIETI - I rischi per chi non rispetta le disposizioni sono già indicati nella prima ordinanza del ministero della Salute che sospendeva le attività nelle aree di rischio. Applicando l’articolo 650 del codice penale secondo il quale “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro”. Intanto Polizia e Carabinieri stanno predisponendo turni per il controllo delle aree che devono essere isolate. Ogni Questura e Prefettura, per ora, deciderà quanti uomini impiegare nei controlli ma se la situazione dovesse peggiorare sarà necessario impiegare l’esercito per garantire il presidio fisso e liberare così gli uomini delle forze dell’ordine.
 
CHE NE SARA' DELLA FIERA? - Nel frattempo però, l'altra conseguenza che potrebbe impattare sull'industria del gioco pubblico riguarda la fiera Enada Primavera, in programma a Rimini tra meno di 15 giorni. Al di là della diffusione del virus a livello territoriale e delle conseguenti restrizioni che verranno adottate o meno in Emilia-Romagna, c'è da attendersi una qualche misura preventiva adottata dall'organizzazione che potrebbe far slittare l'evento di qualche mese. Una decisione che dovrà essere inevitabilmente presa nelle prossime ore.
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