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Cnr: 'Covid-19, gioco fisico sceso del 35,4 percento'

  • Scritto da Redazione

L’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa rileva il cambiamento dei comportamenti di gioco nel periodo di lockdown.

Più gioco online, meno terrestre. E per qualcuno, l'occasione per smettere di giocare. Questa la fotografia scattata dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) che, sollecitato dall’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), da alcune Regioni e da altri soggetti istituzionali coinvolti nel monitoraggio e nella prevenzione dei rischi correlati al gioco d’azzardo ha sviluppato, sotto la guida di Sabrina Molinaro, uno strumento ad hoc per la rilevazione del fenomeno nel periodo del lockdown: il questionario online Gaps #iorestoacasa.

“Abbiamo sviluppato uno strumento agile per investigare gli aspetti relativi al gioco su tutto il territorio nazionale”, spiega Molinaro. “A preoccupare sono soprattutto le possibili implicazioni derivanti dalla chiusura di agenzie di scommesse, sale gioco e bingo e dallo spegnimento delle slot machine: la chiusura del comparto fisico dei giochi, ormai terminata, ha reso necessario monitorare le variazioni dei comportamenti, per valutare se le limitazioni abbiano favorito la migrazione verso l’azzardo online o favorito trasgressioni alle regole di isolamento”.

I RISULTATI DEL QUESTIONARIO - Dalle prime risposte al questionario online, che ha raggiunto 3.971 persone in 6 settimane tra aprile e maggio 2020, emerge che il 3,6 percento dei rispondenti riferisce di aver giocato on-site durante l’emergenza coronavirus, principalmente presso i tabaccai, e il 3,7 percento riporta di aver giocato d’azzardo online. Tra chi negli ultimi 12 mesi ha giocato presso luoghi fisici, oltre un quarto dei rispondenti, durante l’isolamento il 12 percento ha giocato on-site e il 10,3 percento lo ha fatto online. I risultati del test indicano che lo studio ha raggiunto una popolazione particolarmente sensibile al tema: il 13,3 percento dei giocatori nell’ultimo anno e il 27,6 percento di chi ha giocato in periodo Covid-19, mostrano un profilo severo di problematicità, mentre sulla popolazione generale gli studi Cnr-Ifc indicano una quota di problematici intorno al 3 percento.

LA MODIFICA DEI COMPORTAMENTI DI GIOCO - Ma come si sono modificati i comportamenti di gioco durante il lockdown? Come atteso, lo studio rileva una generale diminuzione del gioco fisico per il 35,4 percento e una interruzione totale per il 22,8 percento. Il 26,6 percento riferisce di non aver cambiato abitudini e il 13,9 percento ha addirittura aumentato le occasioni di gioco fisico. Tra i giocatori che hanno giocato on-site nel periodo, la grande maggioranza riferisce di aver giocato al gratta e vinci (72,5 percento), seguono Superenalotto e Lotto. La maggioranza è uscita di casa da una a tre volte al mese per giocare, circa il 40 percento lo ha fatto una o più volte a settimana e l’8,5 percento quotidianamente, anche più volte. Se la maggior parte dei giocatori on-site ha speso non oltre i 10 euro durante l’intero periodo, il 26 percento ha speso tra gli 11 e i 200 euro, il 2,6 percento tra i 200 e i 500 euro e il 3,9 percento si è spinto oltre i di spesa. Indipendentemente dai soldi spesi, il 55,3 percento dei giocatori on-site ammette la perdita.

Per quanto riguarda il gioco online, il 33,8 percento riporta di aver aumentato le occasioni di gioco, il 28,8 percento di non aver modificato le proprie abitudini e l’11,3 percento di aver iniziato in questa modalità proprio durante l’isolamento. Questi giocatori hanno preferito poker texano, slot machine virtuali e scommesse sportive online. Nei giocatori online la frequenza di gioco è maggiore: il 30,5 percento ha giocato una o più volte al giorno, altrettanti più volte a settimana, il 39 percento da una a quattro volte nel mese. La spesa online nel periodo in questione si rivela più consistente, con il 14,6 percento che riferisce di aver speso oltre 500 euro e l’11 percento tra i 200 e i 500 euro. Il 56,8 percento ammette di essere in perdita.
Tra chi ha riportato di aver giocato on-site durante la fase 1 dell’emergenza, il 62,6 percento è di genere maschile, la classe di età più rappresentata è quella dei 45-54enni e il 32,9 percento ha visto cambiare la propria posizione lavorativa; tra i rispondenti che hanno riferito il gioco online il 78,6 percento è maschio, la classe di età più rappresentata sono i 25-34enni e la percentuale di chi ha visto cambiare la propria posizione lavorativa sale al 52 percento.

LE RIFLESSIONI DI MOLINARO - “Sebbene queste siano le prime analisi, sembra evidente che gli habitué del gioco in luoghi fisici sono passati solo in minima parte al gioco online e che le due popolazioni di giocatori on-site e online restino ben distinte”, conclude Sabrina Molinaro. La rilevazione proseguirà nella terza settimana di giugno, così da dare maggiore consistenza alle evidenze preliminari.

 

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