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Enada, avvocato Sbordoni: 'Garantire credibilità al gioco pubblico'

  • Scritto da Redazione

L'avvocato Stefano Sbordoni parla di nuove gare, riordino del gioco pubblico e affiliazioni al convegno di GiocoNews ad Enada Rimini.

Rimini - “Questo quadro incerto è una costante da sempre. Da anni, siamo in proroga sulle concessioni terrestri, sono fatte gare che si sono accavallate, rinnovate licenze o sono tenute in uno stato indecifrabile da anni, quindi in questa situazione 'di incertezza' non ci trovo nessun elemento di novità. È uno stato nel quale il settore vive da sempre. Ci sono stati momenti di euforia dal punto di vista regolamentare e normativo, durante un periodo molto limitato, poi modifiche. Ogni anno c'è una finanziaria o una legge di bilancio che riserva sorprese che alterano le condizioni degli operatori e delle imposizione fiscale, ecco perché pesa la mancanza di credibilità, più che l'incertezza”.

Ne è convinto l'avvocato esperto di gioco Stefano Sbordoni (Sbordoni & Partners), intervenuto in collegamento streaming al convegno “Il nuovo volto del gaming e le nuove opportunità”, organizzato da GiocoNews nella giornata di apertura di Enada Rimini, oggi, mercoledì 30 settembre.
 
“L'obiettivo è mantenere il settore del gioco pubblico sostenibile nonostante le avversità e le situazioni in itinere.
Si parlava della gara: da quanto tempo è che è stata scritta? La spada di damocle di questa gara c'è da un anno e mezzo, quasi due, e però sta lì”, prosegue l'avvocato.
Relativamente al riordino del gioco pubblico, Sbordoni commenta: “Purtroppo ormai a ondate che seguono votazioni o governi il settore e gli operatori che sono più o meno gli stessi sono costretti a educare i politici o i governanti di turno su cosa sia e come si debba gestire questo settore. Questo problema di educazione si ripropone ogni volta che alla guida delle istituzioni competenti sul gioco si affacciano nuovi soggetti con idee rivoluzionarie o reazionarie, costruttive o distruttive.
Quindi il riordino, tema che ci portiamo appresso da innumerevole tempo, è un tema che potrà essere affrontato o un compito che potrà essere svolto da chi avrà il coraggio istituzionale di mettere mano al settore che comunicativamente è scomodo anche se in termini di gettito erariale è molto comodo.
Sì, c'è assolutamente necessità di riordino, semplificazione che ho da tempo predisposto con uno uno schema di quello che potrebbe essere, per punti chiave. Il problema è: a chi lo andiamo a sottoporre?”.
Sulle concessioni comunitarie in scadenza da qui ai prossimi giorni, si attendeva una proroga che non è ancora arrivata, quali sono le soluzioni possibili? “Dalle ultime notizie credo che la questione debba essere risolta giudizialmente. Non fa piacere a nessuno e non ne comprendo la necessità. Quale il motivo, l'impulso che ha spinto ad arrivare a questa situazione? Sarebbe interessante capirlo, mi sembra che i termini per affrontare la questione in modo positivo non ci siano”.
In tema di affiliazioni, Sbordoni aggiunge: “Il registro unico non deve essere un censimento coattivo, è una constatazione di qualifiche e requisiti che permette sia all'osservatore che all'utente di lavorare in sicurezza, da introdurre in senso di sviluppo”.

 

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