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Feltrin: 'Distanziometro nel Lazio, oltre il 90 percento degli operatori colpiti'

  • Scritto da Redazione

Paolo Feltrin, direttore dell'Istituto Tolomeo studi e ricerche, evidenzia l'impatto sociale del settore del gioco nel Lazio e quello che avrà il distanziometro sugli operatori.

"Secondo una stima cautelativa, l’applicazione del distanziometro in Lazio interesserà tra il 90 e il 95 percento degli esercizi del settore del gioco legale. Potranno essere colpiti circa 5.000 operatori, la grandissima parte già dal 2021 in ragione della norma che prevede dal 31 agosto 2021 la rimozione degli apparecchi da esercizi generalisti nel raggio di 500 metri da luoghi sensibili".

Questa l'analisi di Paolo Feltrin, direttore dell'Istituto Tolomeo studi e ricerche, nel suo intervento al seminario "Analisi dell’impatto sociale del settore del gioco pubblico nella Regione Lazio e delle conseguenze dell’entrata in vigore della L.R. 5/2013" organizzato da Acadi nel pomeriggio di oggi, 26 aprile.

"La potenziale perdita occupazionale, anche nell’ipotesi meno fosca, sarà comunque grave e riguarderà oltre 5.000 persone (di cui 4.000 già nel 2021), per arrivare a coinvolgere fino a 15.000 persone nello scenario più sfavorevole", prosegue il docente. "Alla perdita sul piano imprenditoriale e occupazionale si assocerà inoltre una perdita di gettito fiscale compresa tra i 300 e i 1.000 milioni di euro. L’applicazione del distanziometro potrà dare luogo – come suggerito dalla crescita dell’imposta evasa in Piemonte e come osservato da alcuni esperti di regolamentazione del gioco e di lotta all’illegalità – a un trasferimento di parte del gioco legale nella sfera dell’illecito. Se si considera che il 27 percento degli italiani è a conoscenza dell’esistenza di circuiti di gioco illegale, vi il rischio che si spostino nella sfera illegale fino a 500 mila giocatori, portando con sé 2 miliardi di euro di giocate che possono attrarre da 300 a 700 operatori".

IL GIOCO LEGALE NEL LAZIO - Feltrin snocciola inoltre i dati sul gioco legale nel Lazio, che "è praticato da 1,8 milioni di giocatori più o meno saltuari e vale 7,6 miliardi di euro di giocate (raccolta). Di questi, 4,6 miliardi riguardano il comparto Awp Vlt, che genera 1 miliardo di euro di gettito erariale (dati 2019). Sono calati in modo consistente gli esercizi in cui sono installati apparecchi Awp (meno 35 percento tra 2013 e 2019), e si è ridotto anche il numero di sale Vlt (meno 7 percento rispetto al 2016), il cui numero si è riportato sotto il livello del 2014. Gli esercizi del Lazio complessivamente interessati dal comparto Awp Vlt – tra esercizi dedicati, esercizi che integrano la propria offerta di gioco anche con gli apparecchi (es. sale bingo), aziende di distribuzione, bar, ricevitorie e altri generalisti - sono quasi 6.400 e danno lavoro a più di 16 mila occupati equivalenti, dei quali la metà negli esercizi più strettamente specializzati (dato espresso in termini di occupati equivalenti, ovvero conteggiati in misura proporzionale alle ore di lavoro)".

GLI ASPETTI SOCIALI DEL GIOCO - "Vi è un accanimento sul gioco legale che appare quantomeno sproporzionato rispetto ad altre tipologie di consumi", ritiene il professore, che ricorda: "In Italia la spesa media familiare per il gioco è meno di un decimo di quella per alcool e tabacchi, le persone in trattamento per dipendenza da droghe e da alcol sono rispettivamente 10 volte e 5 volte quelle con disturbo di gioco d’azzardo. In Lazio le persone in trattamento con dipendenza da droghe e da alcol sono rispettivamente 17 volte e 4 volte quelle con disturbo da gioco d’azzardo.
L’aspetto problematico e patologico del gioco – che ovviamente deve essere prevenuto e contrastato – riguarda una stretta minoranza dei giocatori, che assumono un comportamento problematico soltanto nel 6-8 percento dei casi, ovvero il 2-3 percento della popolazione. I giocatori patologici conclamati sono lo 0,07 percento dei giocatori e lo 0,03 percento della popolazione".

IL GIOCO LEGALE IN ITALIA - Ecco infatti i dati sul gioco legale: "Praticano il gioco legale almeno una volta l’anno, in Italia, 17-18 milioni di persone, generando una raccolta (le giocate) di 110 miliardi di euro, dei quali 11 destinati al gettito erariale. Con i suoi 47 miliardi di euro di raccolta, il comparto Awp Vlt (slot e videolottery) dà luogo a 7 miliardi di euro di gettito fiscale (dati 2019). Considerando l’ampia e articolata gamma di operatori (dai concessionari agli esercizi, passando per i distributori), la filiera del gioco pubblico italiano occupa complessivamente 197.000 persone e genera un volume d’affari di 14 miliardi di euro, pari a circa l’1 percento del Pil.

La raccolta del gioco legale è cresciuta tra 2012 e 2019 del 25 percento. Ciò è accaduto per effetto di un forte incremento delle vincite (più 30 percento), mentre la spesa (ovvero le giocate meno gli importi vinti) è aumentata soltanto del 6 percento (e soltanto del 2 percento tra 2016 e 2019). È cioè cresciuta sempre più la quota di payout: la percentuale di vincite sul giocato è arrivata nel 2019 all’82 percento.

Nello specifico segmento Awp Vlt la raccolta è invece calata (meno 6 percento tra 2012 e 2019), ma anche qui il gettito è cresciuto (più 64 percento). Ciò è avvenuto a causa di un inasprimento delle aliquote Preu (prelievo unico erariale) e a scapito della marginalità delle imprese, contrattasi del 32 percento. La quota di gettito del gioco legale proveniente dal comparto Awp Vlt è così cresciuta, passando dal 30 del 2006 al 50 percento del 2012 per raggiungere il 60 percento nel 2019. La raccolta nel gioco a distanza è oggi 2,5 volte quella del 2013, mentre è calato del 39,2 percento il numero di esercizi con apparecchi Awp.

Sono quindi evidenti alcune difficoltà che sta attraversando il settore Awp Vlt, un settore importante non solo per le entrate fiscali che garantisce allo stato ma anche in termini occupazionali. Sono infatti quasi 57mila gli occupati più o meno direttamente collegati a questo comparto, dei quali 27 mila impiegati nei segmenti più strettamente dipendenti dall’offerta Awp Vlt: imprese che gestiscono le sale in cui si trovano gli apparecchi (circa 7.800 occupati), esercizi che ospitano gioco legale ma nelle quali la presenza di slot e videolottery assume un apporto rilevante (agenzie di scommesse, sale giochi, sale bingo, negozi di gioco, circa 7.200 occupati) e gestione degli apparecchi presso terzi (circa 12.000 occupati)".

 

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