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Rapporto Espad: gioco & giovani, in Italia profili a rischio meno che in Europa

  • Scritto da Redazione

Secondo il Rapporto Espad, i giovani giocatori italiani che hanno un profilo a rischio sono meno che nel resto d'Europa.

Il gioco d’azzardo è diventato un’attività diffusa tra gli studenti in Europa, con il 22 percento degli intervistati che ha dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi (prevalentemente a lotterie e gratta e vinci), un dato che deve far riflettere, ma tenendo presente, per avere termini di paragone, che il 47 percento dei giovani hanno fatto uso di alcol nell'ultimo mese.

Questo uno dei risultatiche emerge dal nuovo Report dell’European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (Espad). Lo studio, coordinato dal gruppo di ricerca italiano dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifc) e pubblicato in collaborazione con l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda), si basa sull’ultima rilevazione condotta nel 2019 in 35 Paesi europei, tra cui 25 Stati membri dell’Ue.

Si tratta del settimo ciclo di raccolta dati condotto dal progetto Espad dal 1995. All’ultima edizione ha partecipato un totale di 99.647 studenti, di cui più di 2 500 italiani, che hanno risposto a un questionario anonimo.

Per quanto riguarda nello specifico il gioco, Espad stima inoltre che il 7,9 percento degli studenti abbia giocato d’azzardo online nel periodo di riferimento. Il test di screening utilizzato per rilevare il gioco d’azzardo problematico ha rivelato che, in media, il 5 percento degli studenti che ha giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi rientra in questa categoria.
Il dato italiano, emerge dalla ricerca, è superiore alla media europea, con il 32 percento degli studenti che riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno, stessa percentuale dell'uso di sigarette, ma nell'ultimo mese. Di coloro che hanno giocato almeno una volta nell'ultimo anno, il 3.9 percento risulta avere un profilo di gioco a rischio, percentuale in questo caso più bassa del dato europeo. Nel nostro Paese, gli studenti che giocano sembrano preferire le scommesse sportive.

Negli ultimi due decenni, a causa soprattutto della crescente popolarità di smartphone e tablet, i videogiochi sono diventati sempre più diffusi e gli utenti giocano sempre più spesso su questi dispositivi. Circa il 60 percento degli intervistati ha riferito di aver giocato ai videogiochi in un giorno di scuola nell’ultimo mese (il 69 percento in una giornata non scolastica). Nella maggior parte dei Paesi, i ragazzi passano il doppio del tempo a giocare rispetto alle ragazze.

I SOCIAL MEDIA - Circa il 94 percento dei rispondenti ha riferito l’uso di social media nel corso dell’ultima settimana. In media, gli utenti hanno trascorso 2-3 ore sui social media in un giorno di scuola, tempo che sale a 6 o più ore nelle giornate non scolastiche. Nella maggior parte dei Paesi, le ragazze hanno riferito di utilizzare i social media nei giorni non scolastici più frequentemente rispetto ai ragazzi.

IL COMMENTO DI MOLINARO - “Con la raccolta dati 2019, Espad è arrivato a raccogliere informazioni comparabili provenienti da oltre 30 Paesi europei che coprono un arco temporale di 24 anni: il progetto è quindi in una posizione unica per continuare a offrire un valido contributo allo sviluppo di politiche e interventi credibili ed efficaci a tutela della salute dei giovani e, più in generale, del benessere di tutta la società”, afferma Sabrina Molinaro, coordinatrice europea dello studio.

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