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Operazione Babylonia: confisca da 300 milioni, coinvolta impresa Vlt

  • Scritto da Redazione

Nuova puntata dell'operazione Babylonia, Gdf e Carabinieri sequestrano 300 milioni di beni e aziende, coinvolto anche imprenditore attivo nel settore delle Vlt che 'ripuliva' denaro di provenienza illecita.

Figura anche un "imprenditore affermato nel settore del noleggio e della gestione di apparecchi per i videogiochi e videolottery", nel sodalizio colpito dal decreto di confisca di beni per circa 300 milioni di euro eseguito dai Carabinieri e dai Finanzieri dei Comandi Provinciali di Roma emesso dalla sezione specializzata Misure di prevenzione del Tribunale Civile e Penale di Roma, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.


L'uomo, stando a quanto si legge in un comunicato della Guardia di Finanza, "era incaricato delle peculiari mansioni di 'deposito' e della 'ripulitura' di denaro di provenienza illecita per conto del sodalizio".


Le risultanze criminali alla base della misura patrimoniale, fanno sapere le Fiamme gialle, "traggono origine dall’indagine, convenzionalmente denominata 'Babylonia', condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e conclusasi nel giugno 2017 con l’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di appartenere a due distinte associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione, usura, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, fraudolento trasferimento di beni e valori. Dagli elementi emersi in tale contesto sono state eseguite, in sinergia dai militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, articolati accertamenti patrimoniali che hanno consentito di acclarare una netta sproporzione tra il reddito dichiarato e l’effettiva consistenza patrimoniale dei proposti nonché di individuare, anche dopo il primo sequestro del 2017, un ingente complesso di beni mobili e immobili oggetto della confisca", eseguita oggi, 23 dicembre.
 
In particolare, la coordinata attività investigativa ha permesso di: "accertare l’operatività sul territorio capitolino di uno strutturato sodalizio, gerarchizzato e autonomo, dedito al riciclaggio e al reimpiego, in attività commerciali lecite e in beni immobili, di ingenti somme di denaro di provenienza delittuosa e alla conseguente e strumentale fraudolenta intestazione di tali attività, beni o altre utilità a terzi; acclarare il ruolo fondamentale, nell’ambito del sodalizio, svolto dall'imprenditore di cui sopra; rilevare l’esistenza di rapporti di natura illecita con una consolidata organizzazione criminale, radicata nell’area a Nord-Est di Roma e, segnatamente, Monterotondo (Rm) e Mentana (Rm), capeggiata da un uomo deceduto nel 2017 e gravato da precedenti per associazione mafiosa in quanto era stato organico alla Sacra Corona Unita'; documentare come, in quella porzione di territorio, i citati 'imprenditori' avessero investito cospicue somme di denaro di provenienza illecita nella costruzione di un complesso immobiliare, sito a Guidonia Montecelio (Roma) e costituito numerose società".
 
Tra i beni oggetto di confisca figurano 52 società, 20 imprese individuali, 1 quota societaria, 34 immobili, 6 autoveicoli, 19 rapporti finanziari e numerosi beni mobili quali orologi e preziosi, per un valore complessivo stimato in circa 300 milioni di euro.
Sono ricompresi nella misura ablatoria alcuni storici bar e locali della movida romana.
 
Per i due "imprenditori" è anche stata disposta la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per tre anni nel comune di residenza.
 
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