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Tar al Codacons: 'Tardivo ricorso su esclusione da Osservatorio Gap'

  • Scritto da Fm

Il Tar Lazio boccia il ricorso del Codacons contro l'esclusione dall'Osservatorio ministeriale per il contrasto al Gap, l'associazione dei consumatori annuncia ricorso al Consiglio di Stato.


"In parte irricevibile e in parte inammissibile, in quanto tardivo". È il giudizio che il Tar Lazio dà al ricorso proposto dal Codacons in merito alla composizione dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo ed il fenomeno della dipendenza grave, dal quale i ricorrenti affermano di essere stati "illegittimamente esclusi".

La posizione dei giudici amministrativi capitolini è espressa nel dettaglio in una sentenza pubblicata oggi, 8 febbraio.

"Considerando che la conoscenza del decreto del 12.08.2019 risale al 12.09.2019, e non essendosi il Codacons attivato in alcun modo per verificare quali soggetti vi fossero stati inseriti, la notifica del ricorso straordinario in data 19.03.2020 è tardiva.
Ha inoltre ragione il ministero della Salute a sostenere che il ricorso sia altresì inammissibile in quanto proposto in forma di ricorso collettivo (proposto insieme con Articolo 32-97 - Associazione italiana per i diritti del malato e del cittadino, Ndr).
Per costante giurisprudenza, nel processo amministrativo il ricorso collettivo è ammissibile solo ove tra i ricorrenti non sussista un conflitto di interessi, anche solo potenziale, nel senso che l’interesse sostanziale fatto valere non presenti punti di contrasto o conflitto, di modo che l’eventuale accoglimento del gravame possa tornare a vantaggio di tutti (cfr., ex multis, Cons. St., sez. V, 21.06.2013 n. 3418)", puntualizza il Collegio.
 
Sul punto quindi il Tar osserva che "sia l’associazione Articolo 32-97 che il Codacons (quest’ultimo nonostante nella nota inviata al ministero della Salute e a quello dell’Economia e Finanze il 29.04.2019 avesse specificato di essere 'componente del Cncu' - Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, scelto tra le associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale, presenti nell’elenco di cui all’articolo 136 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e successive modifiche, operanti nel settore del gioco d’azzardo) affermano di possedere un autonomo titolo di legittimazione a far parte dell’Osservatorio, nel senso che essi potrebbero e dovrebbero esserne nominati membri anche se non sono (e a prescindere dalla possibilità di considerarli) inquadrabili in nessuna delle categorie da cui l’Osservatorio è da ultimo composto.
Ma proprio tale pretesa rende i due ricorrenti in conflitto (quanto meno potenziale) tra di loro, perché il ministero, come potrebbe, almeno secondo le affermazioni dei ricorrenti, nominare entrambi, potrebbe anche decidere di nominare uno solo tra essi, proprio perché la loro posizione non è riconducibile a nessuna delle categorie previste nel decreto del 12.08.2019 (fermo restando quanto già precisato a proposito del fatto che il Codacons fa parte del Cncu).
Con la conseguenza che, sussistendo tale astratto conflitto di interessi, per quanto riguarda l’associazione Art.32-97 il ricorso va dichiarato inammissibile.
In considerazione del tipo di procedura che ha condotto alla composizione dell’Osservatorio, nonché degli scopi statutari dei ricorrenti, le spese possono essere compensate".
 
 
IL COMMENTO DEL CODACONS: "APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO" - Non si fanno attendere le reazioni del Codacons: "La sentenza del Tar Lazio che respinge il nostro ricorso contro la composizione dell’Osservatorio Nazionale per il contrasto del gioco patologico straccia i più consolidati principi in tema di decorrenza dei termini per impugnare i provvedimenti, e sarà oggetto di ricorso al Consiglio di Stato.
Il Tar, palesemente irritato perché il Consiglio di Stato lo scorso dicembre, su appello del Codacons, aveva cacciato in sede cautelare la Sitd (Società italiana tossico-dipendenza) dall’Osservatorio smentendo la posizione del tribunale amministrativo, ha voluto dare uno schiaffo al giudice di appello, respingendo le nostre istanze per decorrenza dei termini,
Tra pochi giorni saremo di nuovo davanti al Consiglio di Stato che farà giustizia di questa sentenza che risulta errata e contraria ai principi consolidati da decenni dalla giurisprudenza, e certo non sarà annotata dai giuristi".
 
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