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Razzante: 'Gioco, settore attivissimo nel prevenire rischio riciclaggio'

  • Scritto da Redazione

Ranieri Razzante, presidente Aira, sottolinea il contributo che gli operatori di gioco danno nel combattere il fenomeno del riciclaggio di denaro.

"Quando si parla di riciclaggio che privilegia il settore dei giochi, come se ciò avvenisse in questo settore, si deve invece ricordare che esso è tra i più attivi nelle segnalazioni delle operazioni sospette".

Lo afferma Ranieri Razzante, docente di Intermediazione finanziaria e Legislazione antiriciclaggio nell’Università di Bologna e presidente Aira - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, nel suo intervento al workshop organizzato da Codere Italia e dal titolo "In nome della legalità, senza regole non c'è gioco sicuro".

Il professore ricorda che nel 2019 (fonte Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia) a fronte di 12.847 Sos da parte di soggetti obbligati non finanziari, il 50 percento erano del settore del gioco, e la stessa percentuale si riscontra nel 2020, quando il numero complessivo di Sos è sceso a 12.847. Dati che mostrano come "il settore è attivissimo nello strumento principe di prevenzione del riciclaggio. E tra l'altro la nostra rete di prevenzione di riciclaggio dà regole così severe e seguite che non c'è normativa dei giochi pari non solo in Europa, ma nel mondo".

Razzante sottolinea come "le segnalazioni riguardano sempre di più l'online. Lo spostamento del gioco dal canale fisico all'online era già fisiologico prima della pandemia" ma "chi afferma che non si è attenti alle infiltrazioni nel gioco sbaglia due volte: esse sono contrastate dalla nostra efficiente rete antimafia e anche grazie alla collaborazione attiva del settore".

Razzante focalizza poi l'attenzione sul ben noto fenomeno della chiusura dei conti agli operatori di gioco da parte degli istituti bancari: "L'errata applicazione da parte del sistema bancario delle regole della legge antiriciclaggio sta portando a pericolose chiusure di rapporti con agenzie scommesse e gestori, con il rischio che l'Erario non potrà più incassare il Preu e non si saprà come pagare gli stipendi ai dipendenti. Al di là del fatto che condanniamo fortemente la criminalità ovunque operi e che è vero che qualche mafioso è stato beccato anche nel nostro settore, i dati in nostro possesso non permettono a nessuno di trarre conclusioni affrettate, ossia che quello del gioco sia un settore fatto da corrotti e che le persone che ci lavorano sono una rete di pericolosi fiancheggiatori della criminalità organizzata. Nei precedenti governi e anche in questo c'è una forza politica che ha una pregiudiziale nei confronti del gioco e che afferma addirittura che andrebbe chiuso del tutto", conclude.

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