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Zega (Codere): 'Gioco, proroga concessioni e ristori adeguati'

  • Scritto da Redazione

Marco Zega, direttore amministrazione, finanza e affari istituzionali Codere Italia, sottolinea gli interventi necessari a sostenere le imprese del gioco in grandissima difficoltà.

"Nel nostro settore un concessionario dello stato oltre a confrontarsi con i concorrenti deve farlo anche con chi sfugge al controllo e così facendo, non pagando tasse, può anche restituire maggiori vincite. Chi ha più da perdere in questo contesto è lo Stato, che non solo incassa le imposte, ma consegna il giocatore nelle mani di operatori illegali".

Lo afferma Marco Zega, direttore amministrazione, finanza e affari istituzionali Codere Italia nel suo intervento al workshop organizzato da Codere Italia e dal titolo "In nome della legalità, senza regole non c'è gioco sicuro".

Zega sottolinea come questo fenomeno nel 2020 si sia accentuato: "Celebriamo in questi giorni un anno dalle prime chiusure del settore per la pandemia: 365 giorni di cui più di 200 hanno visto le serrande delle sale bingo e delle sale scommesse abbassate e gli apparecchi presenti negli esercizi generalisti spenti. Nel 2019 all'erario sono andati 11 miliardi di euro", una cifra destinata a scendere fortemente (6-7) nel 2020 "e una quota dei soldi andati persi sarà finita su canali non legali".

Il direttore afferma: "Per noi è imprescindibile tornare alle nostre attività e versare soldi nelle casse dello Stato, seguendo protocolli certificati da professionisti. Del resto la convivenza possibile tra le nostre attività e il virus è dimostrata, visto che nel periodo che ha preceduto il nuovo stop, a ottobre, non c'è stato alcun caso di contagio".

E sottolinea: "Se si vuole evitare il collasso, lo Stato deve sostenere finanziariamente ed economicamente le nostre aziende, che vanno accompagnare in un percorso di recupero. Non ce la possono fare da sole".

In particolare, "dal punto di vista finanziario è opportuno il rinvio degli imminenti versamenti delle imposte. Il rispetto delle scadenze previste metteranno in gravissima difficoltà gli operatori economici. Dal punto di vista economico, i ristori sin qui erogati sono insufficienti a colmare il buco nei nostri bilanci ed è essenziale prevederne di altri che coprano anche le ulteriori chiusure e che diano un concreto sostegno alla copertura dei costi fissi. Abbiamo poi il problema dei massimali ali aiuti di Stato, la Commissione europea ha deciso di aumentarli ma questo deve riguardare anche i costi fissi".

In conclusione, Zega auspica, "guardando all'uscita" dalla situazione attuale, che "il termine di scadenza delle concessioni venga prorogato e che, nello stabilirlo, si tenga conto, almeno nella fase iniziale, delle perdite economiche subite. In questo periodo abbiamo anche subito un aggravio della pressione fiscale, bisognerebbe tenere conto delle perdite che abbiamo subito".

 

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