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Gioco illegale, nuovi casi scovati da Adm e polizie ad Avellino e Catania

  • Scritto da Redazione

Controllando la cronologia di navigazione i funzionari Adm scoprono un punto scommesse illegale di Avellino, mentre a Catania un centro culturale nascondeva una sala gioco irregolare. 

Due nuovi episodi di gioco illegale scoperti tra Sicilia e Campania.

Ad Avellino i titolari di un esercizio commerciale sono stati denunciati per raccolta abusiva di scommesse sportive. Collegati a conti gioco online intestati ad altri complici, avevano allestito un vero e proprio punto gioco, collegato a internet, completamente fuorilegge. Scandagliando i dati di navigazione dei delle postazioni informatiche rinvenute e il reperimento in originale di ricevute di gioco all’interno degli esercizi, hanno potuto constatare l’illecito esercizio della raccolta di scommesse mediante gioco online, per un ammontare complessivo di giocate, nel solo periodo dal 1° febbraio al 10 marzo di quest'anno, pari a circa 15.000 euro.

Dopo alcuni accessi simultanei presso più punti di esercizio segnalati, che hanno permesso di accertare l'attività di scommesse con intermediazione, i funzionari Adm e i Carabinieri hanno prontamente denunciato i responsabili alla competente Procura della Repubblica per il reato legato alla raccolta abusiva di scommesse sportive. 
 
Ancora più articolato il caso di Catania, dove la Squadra Amministrativa della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Catania, nel corso di un normale controllo tra quelli volti al contenimento della diffusione del virus Covid-19, ha individuato un'associazione culturale con una slot-machine collegata a un videoterminale non rispondente alle caratteristiche di cui al commi 6 e 7 dell’art 110 Tulps.
 
La macchina era in funzione, utilizzata da uno degli avventori. Tra questi peraltro ne sono stati individuati alcuni con precedenti penali, che non risultavano registrati in qualità di soci. Le varie irregolarità hanno portato la Polizia a elevare sanzioni amministrative per un totale di 64.766,21 euro.
 
Tra le irregolarità riscontrate nel circolo catanese il fatto che il titolare avesse trasformato il club in sala pubblica da gioco senza essere in possesso della prescritta autorizzazione, ma anche, come riporta la nota della Questura, l’illecito amministrativo della violazione di cui all’articolo 110 Tulps comma 9 lett. F) quater, poiché nel locale "era stato installato e reso funzionante un apparecchio videoterminale idoneo a consentire l’esercizio del gioco con vincite in denaro", l'uso di apparecchi elettronici da gioco non conformi alla normativa vigente e sprovvisti di nulla osta rilasciato dall’Aams, oltre al fatto di aver messo a disposizione del pubblico postazioni per la navigazione su internet, senza aver effettuato la prescritta comunicazione al ministero dello Sviluppo economico Comunicazioni – Ispettorato Territoriale Sicilia.
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