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Tidei (Pd): 'Credo ci sia bisogno di una proroga della Legge regionale'

  • Scritto da Daniele Duso

'I numeri - ha sottolineato Marietta Tidei - rendono bene l'idea che il proibizionismo non fa smettere di giocare'.

"Penso che la politica quando sbaglia debba ammetterlo. Di questa proroga credo ci sia assoluto bisogno". Questo il pensiero di Marietta Tidei (Pd), consigliera della Regione Lazio e presidente della commissione regionale sviluppo economico e tutela dei consumatori nel suo intervento al seminario "Analisi dell’impatto sociale del settore del gioco pubblico nella Regione Lazio e delle conseguenze dell’entrata in vigore della L.R. 5/2013" organizzato da Acadi nel pomeriggio di oggi, 26 aprile.

"Parliamo di un settore molto esposto, che spesso e volentieri si presta a pregiudizi e letture superficiali. Oggi pomeriggio i numeri sono stati detti tutti, è stata resa benissimo l'idea che il proibizionismo non fa sì che le persone smettano di giocare. Anche io firmai uno degli emendamenti, animata come altri dalla necessità di venire incontro a misure di prevenzione, dato che il gioco patologico è un problema enorme per molte persone, delle quali le istituzioni devono farsi carico. Ora però, senza ipocrisia, penso che la politica quando sbaglia debba ammetterlo. Tante volte si sono votate norme non efficaci o dannose".

Tidei ammette di concordare con Domenico Faggiani: "credo ci sia assoluto bisogno di una proroga. Il Consiglio è sovrano, e sarà il Consiglio regionale a decidere, ma ne parlerò e proporrò la proroga non perché me lo chiedete oggi voi, ma perché se si fa un'analisi dei dati è chiaro che quella norma, così come è stata pensata, non vada bene e vada a ridurre le dipendenze".

"Ho letto montagne di articoli sul fatto che le chiusure abbiano spinto il gioco verso l'illegalità, i numeri parlano chiaro, sono numeri che quantomeno devono far riflettere la politica. Credo che Baretta abbia colto nel segno, oggi abbiamo un disperato bisogno di un maggior coordinamento tra Stato centrale e regioni".

"Non credo che tra i consiglieri regionali del Lazio, ma penso anche quelli del Piemonte, ci sia la volontà di togliere il lavoro a qualcuno. Da febbraio dello scorso anno ad oggi nessuno poteva pensare quello che è successo, e che gli effetti di quella norma che sarebbe entrata in vigore da agosto 2021 sarebbero stati così pesanti. Credo che sia quantomeno doveroso da parte nostra provare a prorogare questa questione, sottoponendola a tutto il consiglio".

"Sulla prevenzione è ovvio che bisogna fare altro, non può bastare dire 'a 500 metri no'. Quindi lotta all'illegalità, coordinamento maggiore a livello nazionale per evitare fughe in avanti. È dovere di ognuno di noi provare a fare qualcosa. Da parte degli operatori anche una sensibilità maggiore da parte delle problematiche, da parte di chi legifera la necessità di trovare una soluzione che metta d'accordo tutti. La prevenzione e la riduzione delle dipendenza rimane il nostro faro, ma non si può neanche pensare che chi ha investito e lavora onestamente abbia la mannaia addosso da parte di chi gli dice da oggi non puoi più operare".

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